Marocco: voto sugli emendamenti alla legge finanziaria del 2020

Pubblicato il 13 luglio 2020 alle 14:36 in Africa Marocco

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La Camera dei rappresentati del Marocco voterà, lunedì 13 luglio, la prima parte della nuova legge finanziaria del 2020, i cui emendamenti sono già stati approvati dalla Commissione per le Finanze e lo Sviluppo Economico dell’Assemblea legislativa. Il disegno di legge ha ricevuto, in Commissione, 20 voti favorevoli e 10 contrari. La proposta di modifica mira a sostenere i meccanismi necessari a favorire la ripresa delle attività economiche del Marocco e a preservare l’occupazione.

La Camera ha in programma di tenere due sessioni plenarie per votare sulle modifiche al documento. Durante la prima sessione, la Commissione dovrà presentare una relazione e, sulla base di questa, i legislatori marocchini discuteranno le intenzioni dei gruppi parlamentari in merito al progetto. La seconda sessione, invece, sarà incentrata sulla risposta del ministro dell’Economia, Mohamed Benchaaboun, e sarà seguita dalla votazione sulla prima parte del progetto di legge finanziaria.

La pandemia di COVID-19 ha avuto un impatto negativo sull’economia del Marocco e ha sospeso numerose attività in diversi settori. Il Paese, che si aspetta una riduzione del PIL di circa il 2%, sta gradualmente riprendendo le attività economiche, ma la crisi ha costretto il governo a modificare il disegno di legge finanziaria, prevista per il 2020, al fine di affrontare le circostanze eccezionali determinate dalla pandemia.

Il 6 luglio, il re Mohammed VI ha presieduto un consiglio ministeriale in cui il ministro dell’Economia Benchaaboun ha presentato le raccomandazioni del suo dipartimento per rispondere alla crisi economica. Il ministro ha affermato che la modifica della legge finanziaria mira a sostenere la graduale ripresa dell’economia marocchina attraverso tre pilastri. Il primo riguarda la promozione degli investimenti pubblici; il secondo intende preservare l’occupazione nel settore privato attingendo al Fondo speciale per la gestione e la risposta del Marocco al COVID-19, un budget creato per fornire sostegno ai settori che affrontano le sfide maggiori; il terzo pilastro, infine, riguarda la riforma amministrativa del Paese.

Anche il primo ministro marocchino, Saadeddine El Othmani, ha riconosciuto che le ripercussioni economiche del COVID-19 sono state notevoli e ha annunciato che, tra i piani del governo, cè lintenzione di congelare le assunzioni nel settore pubblico per il prossimo anno.

A causa del coronavirus, in Marocco, loccupazione ha segnato una perdita di oltre 726.000 posti di lavoro e il deficit di bilancio del Paese, escludendo l’impatto delle privatizzazioni, dovrebbe peggiorare fino a raggiungere il 7,6% del Prodotto Interno Lordo del 2020, dal 4,1% del 2019, per poi migliorare al 5% nel 2021. Riguardo al debito del Tesoro, questo dovrebbe salire al 75,3% del PIL nel 2020, dal 65% del 2019, e poi aumentare leggermente al 75,4% anche nel 2021.

Già nei due anni precedenti alla crisi del coronavirus, la crescita economica del Marocco aveva registrato una tendenza al ribasso. L’aumento del PIL era decelerato bruscamente al 2,3% nel 2019, diminuendo dal 3% nel 2018. Tale rallentamento era stato determinato principalmente dalla contrazione della produzione agricola del 5,4%, e da una crescita ridotta del PIL non agricolo, pari a solo il 3,3% nel 2019 rispetto al 3% nel 2017. Dal lato della domanda interna, i consumi privati avevano contribuito al suo aumento, favorito da salari più elevati e da una bassa inflazione. Il contributo delle esportazioni nette era restato tuttavia negativo, a causa della scarsa competitività delle esportazioni e della loro dipendenza dalle importazioni di energia. Il tasso di disoccupazione era rimasto altresì elevato al 9,2%, ed è significativamente più alto tra le donne e i giovani, mentre la partecipazione alla forza lavoro aveva registrato un calo prolungato al di sotto del 46%.

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Chiara Gentili

di Redazione

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