Libia: anche Damasco arma Haftar

Pubblicato il 13 luglio 2020 alle 15:45 in Libia Siria

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Un gruppo di attivisti libici, il 12 luglio, ha pubblicato video e foto riguardanti rifornimenti militari in viaggio verso la città costiera di Sirte. Si presume che il Paese di provenienza sia stato la Siria.

Come riportato dal sito South Front, il nuovo convoglio militare, presumibilmente giunto in Libia a sostegno dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), guidato dal generale Khalifa Haftar, era composto da circa 25 veicoli corazzati e da almeno un sistema di difesa aerea di tipo Pantsir- S1. Solitamente, tale tipo di sistema include missili terra-aria a breve e medio raggio e artiglieria anti-aereo, ed ha l’obiettivo di garantire difesa aerea alle postazioni civili e militari contro missili da crociera, droni, elicotteri, munizioni di precisione, velivoli ed elicotteri, oltre che contro altri tipi di minacce terrestri.

Dal canto suo, anche un portavoce delle forze del GNA dispiegate nella regione, il brigadiere Abdul Hadi Draa, ha confermato che sistemi Pantsir e altre armi sono giunte all’aeroporto di Sirte l’11 luglio, presumibilmente a sostegno delle forze di Haftar. Tuttavia, specifica South Front, il sistema di difesa mostrato nel video e nelle foto era posizionato su un carro 8×8 di tipo KAMAZ-6560, il che significa che non era stato inviato dagli Emirati Arabi Uniti, come avvenuto in precedenza. In particolare, il Pantsir-S1 giunto a Sirte è di colore “giallo deserto” ed è equipaggiato con un vecchio radar a scansione elettronica di tipo PESA (passive electronically scanned array) e l’unico Paese in Medio Oriente che dispone di sistemi simili è la Siria. Ciò, a detta di South Front, dimostrerebbe un rafforzamento maggiore dell’alleanza tra Damasco e l’LNA di Haftar.

Si tratta di un legame già consolidato il primo marzo con un memorandum di intesa volto a riaprire le missioni diplomatiche e a contrastare l’ingerenza di Ankara in entrambi i Paesi. L’apertura dell’ambasciata del governo di Tobruk a Damasco è poi avvenuta il 3 marzo, dopo circa otto anni dall’assenza di una rappresentanza libica in Siria, ufficializzando, in tal modo, il riconoscimento del governo stabilito a Bengasi da parte del presidente siriano, Bashar al-Assad.

Tuttavia, il legame è andato oltre la ripresa delle relazioni diplomatiche. A detta di South Front, alcuni recenti dossier mostrano che Damasco, oltre a godere di buoni rapporti con gli alleati di Haftar, tra cui Egitto ed Emirati Arabi Uniti (UAE), ha altresì collaborato con Mosca per fornire assistenza alle forze dell’LNA. Non da ultimo, nelle ultime settimane, aerei cargo siriani II-76 hanno condotto diversi voli definiti “insoliti” tra l’aeroporto internazionale di Damasco e la base aerea di al-Khadim, situata nel Nord-Est della Libia e nota per essere sede di truppe emiratine. Pertanto, anche il sistema Pantsir mostrato nei video del 12 luglio potrebbe essere stato spedito dalla Siria durante uno di questi voli. Tuttavia, sebbene Damasco disponga di decine di Pantsir S1, non è certo che sia stato proprio il regime di Assad a offrirne ad Haftar.

In tale quadro, al-Jazeera aveva rivelato, già il 7 febbraio, la presenza di un possibile “ponte aereo” tra Siria e Libia. A tal proposito, il portavoce dell’operazione Vulcano di Rabbia del governo tripolino, Mustafa al-Mujai, aveva riferito che circa 8 aerei si spostavano quotidianamente dalla base di al-Khadim all’aeroporto siriano di Latakia. A detta del portavoce, il supporto militare siriano veniva, in realtà, trasferito sotto l’egida di Mosca, e la Siria costituiva semplicemente una stazione di transito tra la Russia e la Libia orientale.

Circa i legami diplomatici Siria-Libia, è dal 2012 che Tripoli non ha alcuna rappresentanza a Damasco, ovvero a seguito della caduta e dell’uccisione di Muammar Gheddafi, e l’inizio della rivoluzione e della guerra civile, da far risalire al 15 febbraio 2011. Non da ultimo, la Lega Araba ha sospeso la partecipazione della Siria all’organizzazione nel mese di novembre 2011, alla luce della continua escalation del conflitto siriano, che ha avuto inizio il 15 marzo 2011. Da quel momento, diversi Paesi della regione mediorientale hanno interrotto le proprie relazioni diplomatiche con Damasco, sebbene alcuni le abbiano successivamente ripristinate. Tra questi, gli Emirati Arabi Uniti nel dicembre del 2018, e il Bahrain.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo e inglese

di Redazione

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