Elezioni in Polonia, vince l’attuale presidente

Pubblicato il 13 luglio 2020 alle 10:38 in Europa Polonia

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L’attuale presidente in carica della Polonia, Andrzej Duda, è risultato nuovamente vincitore alle ultime elezioni, tenutesi domenica 12 luglio.

Nonostante restino ancora alcuni voti da scrutinare, secondo la Commissione elettorale nazionale è improbabile che questi influenzino il risultato finale, il quale riflette le profonde divisioni all’interno della nazione europea. Inoltre, la Commissione ha specificato che l’affluenza alle urne ha raggiunto un record del 68,12%.

Di fatto, Duda, sostenuto dal partito di destra di governo Diritto e Giustizia (PiS), ha ottenuto soltanto il 51,21% dei voti, mentre il candidato dell’opposizione, il sindaco liberale di Varsavia, Rafal Trzaskowski, ha ricevuto il 48,79% delle preferenze.

In particolare, il neopresidente aveva basato la propria campagna sui valori tradizionali e sulla spesa sociale nel Paese a maggioranza cattolica, ai fini della battaglia per ottenere un secondo mandato quinquennale. 

Dal canto opposto, Trzaskowski, altresì ex-legislatore del Parlamento Europeo, durante la corsa alle presidenziali ha contrastato la denigrazione di Duda dei liberali urbani, della comunità LGBTQ e di altre minoranze, con l’obiettivo di combattere l’erosione dei diritti democratici sotto il partito al governo. In particolare, il sindaco di Varsavia ha rappresentato il partito di opposizione centrista Piattaforma civica, che è stato al potere dal 2007 al 2015. “Ci basta contare i voti. La notte sarà tesa, ma sono certo che quando i voti saranno contati, vinceremo”, ha detto Trzaskowski ai propri sostenitori in un parco fuori dal centro storico della capitale, subito dopo l’uscita dei sondaggi.

La rielezione di Duda apre la prospettiva di tre anni di governo ininterrotto da parte del Pis, il quale ha conquistato il controllo della camera bassa nel 2015, in quanto le prossime votazioni nazionali non sono previste prima del 2023.

La Commissione elettorale polacca ha riferito che l’affluenza alle urne fino alle 17:00, ora locale, è stata del 52,1%, quattro punti in più rispetto allo stesso periodo nel primo turno di votazioni, lo scorso 28 giugno, quando Duda ha ottenuto il 43,5% dei voti, mentre Trzaskowski il 30,5%.

Le elezioni presidenziali in Polonia si sarebbero dovute tenere lo scorso maggio, ma sono state rimandate in seguito alla preoccupante emergenza sanitaria in corso, dovuta alla pandemia di coronavirus. Al momento, secondo i dati della Johns Hopkins University, la nazione ha registrato 37.891 contagi e 1.571 decessi. 

Con un elettorato di circa 30 milioni di persone, i cittadini polacchi hanno dovuto attendere il proprio turno in lunghe code ai seggi elettorali di tutto il Paese, specialmente nelle località balneari dove molti si trovano in vacanza.

“Dovremmo votare perché altrimenti non abbiamo il diritto di lamentarci della nostra politica”, ha dichiarato Eugeniusz Kowalski, un impiegato in pensione di 67 anni, all’uscita da un seggio a Varsavia. “Abbiamo bisogno di qualche cambiamento”, ha aggiunto l’uomo.

Il capo dell’influente Chiesa cattolica polacca, l’arcivescovo Wojciech Polak, ha affermato che il nuovo presidente dovrebbe adottare un approccio conciliante. “Nella situazione in cui vediamo costante discordia, divisioni, la frattura nella società, lui dovrebbe essere una figura unificante, il presidente di tutti i polacchi,” ha riferito Polak dopo aver votato a Gniezno.

Mentre Duda ha votato nella sua città natale, Cracovia, Trzaskowski si è recato a un seggio nella città natale di sua moglie, a Rybnik. “Questo è un dovere civico, ma anche un privilegio perché questa è un’elezione molto importante”, ha ribadito il sindaco di Varsavia dopo il voto, rendendo nota la speranza che “l’affluenza sia davvero alta”.

Il partito di governo e il neo presidente hanno guadagnato crescente popolarità tramite l’adozione di un programma di welfare che ha migliorato la condizione economica di molte famiglie povere con bambini e pensionati, soprattutto nelle aree rurali e nelle piccole città. Quest’ultimo era altresì finalizzato a difendere i valori tradizionali della società cattolica polacca.

Tuttavia, allo stesso tempo, il PiS ha attirato le critiche di vari leader dell’UE per aver preso provvedimenti volti ad influenzare politicamente il sistema giudiziario e i media nello Stato, nonché per aver approfondito le spaccature sociali tramite attacchi verbali ai liberali urbani e ai membri della comunità LGBTQ.

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Mariela Langone

di Redazione

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