Cina: innalzato il livello d’emergenza per le alluvioni

Pubblicato il 13 luglio 2020 alle 9:34 in Asia Cina

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La Repubblica Popolare Cinese (RPC) ha alzato il livello di allerta per il controllo delle alluvioni dal terzo al secondo grado nelle aree lungo il corso del fiume Yangtze e in particolare nelle provincie di Jiangxi e Jiangsu, il 12 luglio.

Il giorno seguente, il vice ministro per la Gestione delle Emergenze, Zheng Guoguang, ha affermato che pressoché l’intera Cina continentale è stata colpita da forti piogge che hanno causato un preoccupante innalzamento dei livelli idrici dei propri bacini, fatta eccezione per tutte le aree occidentali del Paese, come il Xinjiang e il Tibet. Le zone finora più colpite sono state quelle del medio e basso corso del Fiume Azzurro e del Lago Tai e ci si aspetta che si verifichino alluvioni anche in altri bacini, come il Fiume giallo, per i quali sono state già predisposte misure preventive.

Il 12 luglio, il presidente cinese, Xi Jinping, si è rivolto alla nazione e ha indirizzato la risposta all’emergenza, esortando sia i comitati di partito e le rappresentanze governative a tutti i livelli a consolidare le proprie responsabilità, sia i rispettivi funzionari a scendere in prima linea, agendo risolutamente.

Ad oggi, l’allarme di primo grado è stato dichiarato solamente per il Lago Poyang, nel Jiangxi, l’11 luglio, dal dipartimento provinciale per il controllo delle alluvioni e il contenimento delle siccità provinciale. In tale giornata, il livello delle acque del Lago Poyang, il maggior bacino d’acqua dolce cinese, ha raggiunto il record storico di 22,52 metri, superando di gran lunga il limite per l’emergenza di 19,50 metri. Difronte a tale quadro, le autorità dell’esercito a livello provinciale hanno inviato migliaia di uomini lungo i 9 km degli argini del lago. La RPC ha una scala d’emergenza che si compone di 4 gradi in cui il primo è il più grave.

Stando i dati del Ministero delle Risorse idriche cinese, dallo scorso 4 luglio, pesanti piogge si sono abbattute lungo il corso del Fiume Azzurro e sul lago Tai, provocando innalzamenti nei rispettivi livelli idrici che hanno fatto scattare l’emergenza in circa 212 corsi d’acqua, dei quali 19 hanno raggiunto livelli record.

 Dall’inizio dell’anno sono state 141 le persone morte o disperse a causa delle alluvioni che solitamente si aggravano nei mesi di luglio e agosto e che hanno finora distrutto 3,53 milioni di ettari di terreni agricoli e raso al suolo circa 28.000 abitazioni, causando una perdita totale di circa 11,75 miliardi di dollari.

Secondo quanto riferito dal vice ministro Zheng, le piogge riversatesi sul fiume Azzurro dall’inizio dell’anno sarebbero state le più intense dal 1961. Tra le zone maggiormente colpite c’è stata anche la provincia di Hubei e il suo capoluogo Wuhan, dove si è originata la pandemia di coronavirus lo scorso dicembre 2019. La zona aveva già subito il duro impatto dell’epidemia e l’attuale emergenza andrà ad aggravare ulteriormente la situazione.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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