Brexit: il governo lancia una campagna di informazione per preparare le imprese

Pubblicato il 13 luglio 2020 alle 14:06 in Europa UK

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La Gran Bretagna ha esortato le imprese e i propri cittadini a prepararsi in vista della fine del periodo di transizione della Brexit, fissato il prossimo 31 dicembre, attraverso una campagna informativa dal titolo: “Il nuovo inizio del Regno Unito: andiamo”. 

Tale iniziativa è stata lanciata il 13 luglio, con pubblicità che appariranno in TV, radio, cartelloni pubblicitari e on-line e, nel dettaglio, si rivolge ai cittadini britannici che intendono recarsi nell’UE dal primo gennaio 2021, agli importatori e agli esportatori, ai residenti inglesi all’estero e a quelli europei, all’Area economica dell’Unione, e ai connazionali svizzeri che vivono in Gran Bretagna.

Londra ha lasciato l’Unione Europea alle 23:00, ora locale, dello scorso 31 gennaio. Di fatto, da quel momento, il Regno Unito è entrato in un periodo di transizione della durata di almeno 11 mesi, nel quale i negoziatori di Londra e dell’UE dovranno definire le future relazioni tra le due parti. Attualmente, quindi, il rapporto tra il blocco e la Gran Bretagna è ancora da definire. In particolare, rimane da decidere l’eventuale adozione di un accordo che faciliti il commercio, specie se di mercato unico. Tale intesa è probabile ma non certa, in particolare alla luce delle recenti difficoltà emerse nelle trattative. 

A tal proposito, il 12 luglio, il ministro britannico per la Brexit, Michael Gove, ha riferito che i negoziati stanno facendo progressi, nonostante ci siano ancora diverse divergenze. “Alla fine di quest’anno lasciamo il mercato unico e l’Unione doganale indipendentemente dal tipo di accordo che raggiungiamo con l’UE”, ha specificato il ministro. “Questo porterà cambiamenti e significative opportunità per le quali tutti dobbiamo prepararci”, ha aggiunto Gove.

Un sondaggio del gruppo di lobby dell’Institute of Directors (Iod) ha rivelato che solo un quarto delle aziende inglesi è completamente pronto per la fine del periodo di transizione. Al contrario, quasi la metà dei 978 direttori aziendali intervistati alla fine di giugno ha comunicato di non essere in grado di prepararsi a tale evento. In più, uno su sette ha dichiarato di essere distratto dal coronavirus, mentre quasi un terzo ha segnalato di avere bisogno di ulteriori dettagli.

“Con così tante cose in corso, molti imprenditori ritengono che prepararsi per la Brexit vera e propria è come cercare di colpire un obiettivo in movimento”, ha constatato il direttore generale di Iod, Jonathan Geldart. “Saltare immediatamente in qualsiasi cosa verrà dopo sarebbe un incubo per molte aziende”, ha evidenziato Geldart.

Lo scorso 12 giugno, il Regno Unito ha ufficialmente dichiarato all’Unione Europea che non avrebbe cercato un’estensione del periodo di transizione post-Brexit oltre il 31 dicembre. In merito, Londra sostiene di non aver bisogno di più tempo per raggiungere un accordo di libero scambio, nonostante l’impasse nei negoziati su aree chiave, e una linea temporale ristretta e ulteriormente circoscritta dalla pandemia di coronavirus.

Il timore dei politici europei è che il Regno Unito possa ottenere un vantaggio competitivo facilitando le regole finanziarie, a cui Londra tuttavia ha replicato, affermando di voler mantenere elevati gli standard di regolamentazione. Nello specifico, secondo il capo negoziatore della Brexit per l’UE, Michel Barnier, la Gran Bretagna mira a rendere più semplice la gestione di servizi finanziari dell’Europa da Londra, con il minor numero possibile di operazioni e personale nel continente.

Pertanto, da parte sua, Barnier ha ribadito che la posizione dell’UE si basa sulla prospettiva di un’impossibilità di qualsiasi partnership economica senza “solide garanzie per una parità di condizioni, anche per quanto riguarda gli aiuti di Stato, per garantire una concorrenza aperta e leale tra le nostre imprese”.

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Mariela Langone

di Redazione

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