Armenia-Azerbaigian: scontri al confine

Pubblicato il 13 luglio 2020 alle 9:44 in Armenia Azerbaigian

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Ministero degli Affari Esteri dell’Armenia mantiene i contatti con i copresidenti del Gruppo Minsk dell’OSCE, per discutere costantemente la situazione al confine di stato armeno-azero in direzione della regione di Tavush. È quanto ha dichiarato alle prime ore di lunedì 13 luglio la portavoce del ministero degli Esteri armeno Anna Naghdalyan.

“Il Ministro degli Esteri armeno, in coordinamento con il Primo Ministro e il Ministro della Difesa, è costantemente in contatto con i copresidenti del Gruppo Minsk dell’OSCE e il rappresentante personale del Presidente in esercizio dell’OSCE, l’ambasciatore Andrzej Kasprzyk, informando sulla situazione sul campo, nonché sul pericolo di ulteriori escalation degli scontri” –  ha dichiarato la portavoce del Ministero degli Esteri di Erevan.

Naghdalyan ha aggiunto che Erevan condanna “le violazioni del cessate il fuoco lanciate dalle forze armate azere in direzione della regione di Tavush in Armenia, che sono state accompagnate dai tentativi di sfondare le fortificazioni armene usando l’artiglieria”. Gli scontri sono iniziati a mezzogiorno il 12 luglio, riferisce la difesa armena. “Grazie alle azioni commisurate della parte armena, queste azioni provocatorie sono state frenate con efficacia” – ha osservato Naghdalyan.

Nel pomeriggio di domenica 12 luglio, il servizio stampa del Ministero della Difesa dell’Armenia ha riferito che l’esercito azero ha cercato di impadronirsi di una postazione di confine armena bombardandola. È stato affermato che, dopo il contrattacco, gli aggressori hanno subito perdite e si sono ritirati. Gli scontri sono ripresi lunedì mattina.

Il Ministero della Difesa dell’Azerbaigian ha riferito lunedì 13 luglio che, a seguito degli incidenti al confine armeno-azero, un soldato delle forze armate azere è stato ucciso. Il ministero della Difesa azero ha riferito che il tenente senior Makhmudov Rashad Rashid oglu è morto.

Il 12 luglio, l’Azerbaigian aveva riferito di tre morti. In precedenza, il Ministero della Difesa dell’Armenia ha informato che il 12 luglio, alle 12:30 circa, i militari delle forze armate azere hanno tentato di violare il confine di stato dell’Armenia in direzione della regione di Tavush. “Dopo un avvertimento da parte armena, i militari azeri, dopo aver lasciato l’auto del marchio UAZ, sono tornati alle loro posizioni. Alle 13:45, le forze armate azere, usando l’artiglieria, hanno ripetuto il tentativo di impadronirsi della posizione di confine delle forze armate armene, tuttavia, avendo subito perdite, sono state respinte dalla parte armene”, ha riferito il governo di Erevan, aggiungendo che non ci sono state perdite dalla parte armena.

Il ministero della Difesa dell’Azerbaigian ha riferito che a seguito dell’incidente del 12 luglio al confine armeno-azero, 2 militari delle forze armate azere sono stati uccisi e altri 5 feriti. In ospedale, un altro ferito è morto. Le forze armate armene hanno distrutto un drone le forze armate azere.

Nella mattinata di lunedì 13 luglio, l’esercito azero ha ripreso a bombardare la stessa posizione da mortai e pistole da carri armati da 82 mm. Baku ha diffuso video dell’attacco alla postazione armena. Erevan riferisce che non ci sono vittime umane o di altro tipo nelle forze armate armene e non ci sono feriti.

 

La regione di Tavush si trova nel nord-est dell’Armenia, al confine con la Georgia e l’Azerbaigian, a circa 170 Km dalla capitale Erevan. La regione non è tra quelle contese con l’Azerbaigian. Il Nagorno-Karabach si trova circa 15¡60 Km a sud di Ijevan, principale centro della regione e città natale del premier Nikol Pashinyan.

Il conflitto tra l’Azerbaigian e l’Armenia sul Nagorno-Karabakh iniziò nel febbraio 1988, quando la Regione autonoma del Nagorno-Karabakh annunciò il suo ritiro dalla Repubblica Socialista Sovietica dell’Azerbaigian. Durante il conflitto armato del 1992-1994, l’Azerbaigian ha perso il controllo del Nagorno-Karabakh e di sette province circostanti. Dal 1992 sono in corso negoziati per una soluzione pacifica del conflitto nell’ambito del gruppo di Minsk dell’OSCE, guidato da  tre copresidenti: Russia, Stati Uniti e Francia.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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