Afghanistan: nuovi scontri tra forze di sicurezza e militanti islamisti

Pubblicato il 13 luglio 2020 alle 11:45 in Afghanistan Asia

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Almeno 13 membri delle forze di sicurezza afghane sono stati uccisi in una serie di scontri con i talebani, nella provincia Nord-orientale del Badakhshan e nella provincia settentrionale di Kunduz, la notte tra il 12 e il 13 luglio. 

Almeno 6 poliziotti sono stati uccisi e altri 9 sono stati feriti nei combattimenti con i talebani nel distretto di Imam Sahib, nella provincia di Kunduz, dopo che il gruppo ha attaccato i checkpoint di sicurezza. Gli scontri sono iniziati alle 21, ora locale, del 12 luglio e si sono conclusi alle 6 del mattino del 13 luglio, secondo quanto riferito dal quotidiano ToloNews. Anche i talebani hanno subito vittime ma non ci sono ancora informazioni precise a tale riguardo. 

Inoltre, il 13 luglio, altri 7 membri delle forze di sicurezza afghane sono stati uccisi e 2 sono rimasti feriti in un attacco dei talebani nel distretto di Arghanjkhwa della provincia di Badakhshan, dopo che 70 militanti islamisti afghani e stranieri, di cui alcuni facevano parte anche di Al Qaeda e dell’ISIS, hanno attaccato i posti di blocco. Almeno 5 di questi sono stati uccisi nell’assalto e molti altri sono rimasti feriti negli scontri. I talebani non hanno ancora commentato entrambi gli assalti. Intanto, le violenze nel Paese sono quotidiane. Almeno 4 agenti sono stati uccisi nella provincia settentrionale di Parwan, il 12 luglio. I talebani si sono ritirati dopo essersi scontrati con le forze di sicurezza afghane, ma la situazione rimane estremamente tesa. 

 L’Afghanistan è caratterizzato da un clima di instabilità da decenni. I talebani si sono affermati come gruppo dominante in seguito al crollo del regime sovietico, per poi porsi alla guida di gran parte del Paese dal 1996, dopo la fine di una sanguinosa guerra civile tra gruppi militanti locali. Le truppe statunitensi, nel 2001, si sono installate nel Paese, con l’obiettivo di ribaltare le autorità di Kabul, allora sostenute dai talebani, che avevano fornito asilo ad al-Qaeda, durante la pianificazione degli attentati dell’11 settembre 2001. 

Con l’invasione di Washington e l’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Il 29 febbraio 2020, gli Stati Uniti e i talebani hanno firmato uno “storico” accordo di pace a Doha, in Qatar. Tuttavia, tale intesa non ha portato ancora la stabilità nel Paese, sconvolto dalle violenze e fortemente diviso.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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