Serbia-Kosovo: riprende il dialogo mediato dall’UE

Pubblicato il 12 luglio 2020 alle 19:00 in Kosovo Serbia

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Il Rappresentante speciale dell’UE per la ripresa del dialogo tra Belgrado e Pristina, Miroslav Lajčák, ha comunicato che il 12 luglio sono ripresi in videoconferenza i dialoghi bilaterali tra Serbia e Kosovo, alla presenza del presidente serbo, Aleksandar Vučić, e del primo ministro kosovaro, Avdullah Hoti. Lajčák ha affermato che, in seguito al summit dello scorso 10 luglio a Parigi e al dialogo odierno, il dialogo facilitato dall’UE per la normalizzazione dei rapporti tra la Serbia e il Kosovo è ufficialmente ripreso, dopo 20 mesi di stallo. Alla fine dell’incontro virtuale odierno, è stata concordata l’agenda del prossimo meeting in programma, che si terrà di persona a Bruxelles, giovedì 16 luglio. Sebbene l’incontro odierno non abbia portato ad alcuna svolta decisiva, tuttavia, è stato accolto come un segnale positivo per l’ulteriore stabilizzazione nella regione balcanica e per il futuro accesso di entrambi i Paesi all’Unione Europea. 

Venerdì 10 luglio, Hoti e Vucic avevano già partecipato ad una videoconferenza organizzata dalla cancelliera tedesca, Angela Merkel, e dal presidente francese, Emmanuel Macron e avevano stabilito la ripresa del dialogo per la normalizzazione dei rapporti bilaterali. Tuttavia, sia il leader serbo, sia quello del Kosovo avevano rilasciato duri commenti in seguito all’incontro. Hoti aveva dichiarato che lo scopo finale dei negoziati dovrà essere il riconoscimento del Kosovo e ha escluso la proposta serba di un possibile scambio territoriale, che era emersa due anni prima. Vucic, invece, aveva definito l’incontro del 10 luglio difficoltoso e aveva affermato che, sebbene si augurasse il raggiungimento di un accordo, non era certo di quando sarebbe stato possibile raggiungerlo.

Il dialogo bilaterale tra Pristina e Belgrado si era bruscamente interrotto il 21 novembre del 2018, quando il Kosovo aveva introdotto dazi del 100% sui beni in arrivo dalla Serbia, in risposta all’ostruzione da parte di quest’ultima durante la votazione sull’ingresso del Kosovo nell’Interpol, avvenuta il giorno precedente. L’UE ha da allora cercato di mediare tra le parti e di instaurare un dialogo volto alla normalizzazione dei loro rapporti.  Come segno di buona predisposizione alla ripresa del dialogo con la Serbia, lo scorso 6 giugno, Hoti, che era stato eletto tre giorni prima, aveva rimosso i dazi del 2018.

Il 17 febbraio 2008, il Kosovo ha dichiarato unilateralmente la propria indipendenza dalla Serbia, sostituendo l’amministrazione sponsorizzata dall’Onu che era stata creata dopo il bombardamento del Paese da parte della NATO nel 1999, il quale, a sua volta, aveva fatto ritirare dal territorio kosovaro le forze serbe e jugoslave. L’azione della NATO aveva come obiettivo l’interruzione della dura repressione delle proteste interne da parte del governo serbo, che videro l’uccisione e l’espulsione dei cittadini albanesi dal territorio kosovaro. La popolazione locale è composta al 90% da persone di origine albanese. 

Gli Stati Uniti e l’UE sono i due maggiori sostenitori dell’indipendenza del Kosovo. Washington sostiene Pristina sia a livello politico, sia a livello economico e ha promesso che sbloccherà 50 milioni di dollari in aiuti economici che erano stati previsti per il Kosovo ma che erano stati poi sospesi, difronte al rifiuto del governo kosovaro di sollevare i dazi commerciali. Da parte sua l’UE, invece, ha posto come pre-condizione per l’accesso al suo interno del Kosovo la stipula di un accordo per il reciproco riconoscimento del Paese con la Serbia.

La Russia, invece, è il maggior alleato di Belgrado e, dalla sua dichiarazione d’indipendenza, ha bloccato l’accesso del Kosovo alle organizzazioni internazionali, prima fra tutte l’Onu. Oltre 110 Paesi a livello mondiale hanno riconosciuto lo Stato balcanico ma tra questi, oltre la Russia e la Serbia, non figura nemmeno la Repubblica Popolare Cinese (RPC). Le tre nazioni considerano il Kosovo un territorio serbo.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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