La Francia teme che la Turchia abbia inviato jihadisti siriani in Libia

Pubblicato il 12 luglio 2020 alle 6:47 in Francia Libia

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Il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, ha definito “grave” l’attuale situazione in Libia, sottolineando il rischio che alcuni combattenti siriani inviati dalla Turchia nel Paese Nordafricano possano includere “ex leader di gruppi jihadisti”.

Tali dichiarazioni sono state rilasciate a pochi giorni dalla videoconferenza dei ministri degli Esteri dell’UE, prevista per il 13 luglio. In tale occasione, la Francia potrebbe chiedere ai governi europei di prendere in considerazione nuove sanzioni contro Ankara per il proprio comportamento in Libia. Durante un’audizione tenuta di fronte alla Commissione per gli Affari Esteri, la Difesa e le Forze Armate del Senato francese, il 9 luglio, Le Drian ha affermato che i turchi stanno riproponendo in Libia il modello già applicato in Siria. 

“Stiamo assistendo a una ‘sirianizzazione’ della Libia. Questa non è puramente simbolica perché le forze che sostengono il Governo di Accordo Nazionale di Fayez al-Sarraj sono forze organizzate dai turchi attorno alle milizie della regione occidentale della Libia”, ha affermato Le Drian. “Altri sono inviati dalla Turchia come delegati o come truppe da combattimento e trasportati in aereo per andare a combattere in Libia”, ha aggiunto. Alla domanda sul rischio che elementi dell’ISIS si infiltrino oggi in Europa, il ministro degli Esteri francese ha risposto: “È probabile che alcuni elementi armati che hanno accompagnato i turchi siano stati infiltrati da ex leader di gruppi jihadisti. Questo è il motivo per cui dobbiamo affrontare questa grave situazione”, ha poi sottolineato Le Drian. 

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA), nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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