Regno Unito e Turchia “molto vicini” a un accordo di libero scambio

Pubblicato il 11 luglio 2020 alle 7:01 in Turchia UK

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La Turchia e il Regno Unito sono “molto vicini” alla firma di un accordo di libero scambio per l’era post-Brexit, secondo il ministro degli Esteri di Ankara, Mevlut Cavusoglu.

Un articolo del Financial Times, ripreso dall’agenzia stampa turca Anadolu il 10 luglio, ha citato Cavusoglu nell’affermare che i negoziati tra i due Paesi su un accordo commerciale che riguarda i prodotti manifatturieri, quelli agricoli e il settore dei servizi stanno “procedendo molto bene e sono vicini alla finalizzazione”.

A tal proposito, il ministro di Ankara ha visitato Londra l’8 luglio per intrattenere colloqui con il primo ministro inglese, Boris Johnson, e il Segretario degli Esteri, Dominic Raab. “Se si guarda al volume del nostro commercio bilaterale, il 95% sono prodotti industriali, e su questo eravamo d’accordo . . . e il 5% riguarda l’agricoltura e i servizi”, ha riferito Cavusoglu.

Il Regno Unito è il secondo partner commerciale della Turchia dopo la Germania, con un volume di scambi di 18,8 miliardi di sterline, corrispondenti a 23,7 miliardi di dollari, e più di 2.500 aziende britanniche operano nel Paese turco, tra cui BP, Shell, Vodafone, Unilever, BAE Systems, HSBC, Aviva e Diageo.

I negoziati commerciali tra Ankara e Londra hanno subito un’accelerazione in seguito all’uscita della Gran Bretagna dall’UE, lo scorso 31 gennaio. In tale contesto, il Regno Unito si sta preparando a firmare accordi economici con alcuni Paesi terzi per il periodo successivo a quello di transizione, che probabilmente non verrà prorogato oltre il 2020.

Tuttavia, l’intesa commerciale tra le due parti deve ancora essere conclusa poiché la Turchia è un membro dell’unione doganale dell’UE, e un accordo con il Regno Unito “potrebbe essere attuato solo una volta che Londra avrà finalizzato l’uscita dal blocco europeo”.

Stando a quanto riportato dal Financial Times, se Unione Europea e Gran Bretagna non saranno in grado di raggiungere un compromesso entro la fine del 2020, Ankara potrebbe affrontare un dilemma circa il portare avanti l’intesa con Londra e rischiare di violare le norme europee. In tal senso, Cavusoglu ha riconosciuto che sarebbe una “situazione bizzarra”, in quanto il Regno Unito è un alleato strategico.

“Abbiamo già concordato con la Gran Bretagna che nell’era post-Brexit aumenteremo il nostro commercio bilaterale; in volume abbiamo fissato un obiettivo di 20 miliardi”, ha reso noto il ministro turco. 

A riguardo, i funzionari del Dipartimento per il Commercio Internazionale britannico hanno sottolineato che i colloqui stanno “procedendo bene”, e che il Segretario per il Commercio Internazionale, Liz Truss, e il ministro del Commercio, Ranil Jayawardena, incontreranno i loro omologhi turchi la prossima settimana per proseguire i colloqui.

Cavusoglu ha altresì affermato che Ankara spera di negoziare un accordo separato con Londra sull’immigrazione, il quale garantirebbe ai cittadini turchi uno status speciale quando il Regno Unito implementerà nuove regole in tale ambito.

“Abbiamo negoziato due accordi separati, uno è quello di libero scambio, un altro è simile all’accordo di Ankara”, ha specificato Cavusoglu, riferendosi all’European Community Association Agreement (ECAA), un patto per i visti garantiti agli imprenditori turchi firmato nel 1973, prima dell’adesione della Gran Bretagna all’UE.

Il Regno Unito ha lasciato l’Unione Europea alle 23:00, ora locale, del 31 gennaio. Di fatto, Londra ha lasciato l’Unione, ma è entrata in un periodo di transizione che durerà per almeno 11 mesi, durante i quali i negoziatori dovranno definire le future relazioni tra il Regno Unito e l’Unione. Al momento, quindi, il rapporto tra il blocco e la Gran Bretagna è tutto da definire. In particolare, rimane da decidere l’eventuale adozione da parte di UE e Gran Bretagna di un accordo che faciliti il commercio, specie se di mercato unico. Un’intesa per rendere più agibile il commercio è probabile ma non certa. L’UE rimane il maggior partner commerciale del Regno Unito ed accedere al mercato unico è l’obiettivo finale del governo britannico.

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Mariela Langone

di Redazione

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