Il Pentagono era a conoscenza dei pagamenti russi ai talebani

Pubblicato il 11 luglio 2020 alle 7:30 in Afghanistan Russia

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Il segretario alla Difesa degli USA, Mark Esper, ha confermato di essere stato informato riguardo ai pagamenti ricevuti dai talebani da parte della Russia. 

Il capo del Pentagono ha però chiarito che l’intelligence non ritiene che soldati statunitensi siano stati uccisi a causa dei “generosi”pagamenti ricevuti dalla Russia. Esper ha parlato, il 9 luglio, di fronte ai rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti. Il segretario alla Difesa ha dichiarato di aver ricevuto la notizia dei pagamenti russi ai talebani a febbraio, ma ha aggiunto che i suoi generali non credevano che quei rapporti iniziali fossero credibili. 

Nel frattempo, il presidente del Joint Chiefs of Staff degli Stati Uniti, il generale Mark Milley, ha dichiarato che le informazioni finora non sono state confermate dalle agenzie di intelligence della Difesa, ma ha promesso che il Pentagono andrà a fondo nella questione. “E se è vero, agiremo”, ha affermato Milley, senza specificare quali azioni potrebbero essere intraprese in risposta. Intanto, il 5 luglio, Zamir Kabulov, inviato speciale della Russia in Afghanistan, ha respinto le accuse e ha, invece, affermato che l’intelligence degli USA in Afghanistan è coinvolta in un traffico di droga. 

Il 26 giugno, il New York Times ha rivelato che l’intelligence degli USA aveva rilevato lo spostamento di grandi risorse finanziarie da un conto bancario russo ad un conto collegato ai talebani. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, da parte sua, ha dichiarato di non essere mai stato informato riguardo alle presunte ricompense della Russia ai talebani, per uccidere soldati statunitensi in Afghanistan. 

“Nessuno mi ha informato o me ne ha mai parlato”, aveva scritto Trump su Twitter il 27 giugno. “Tutti lo stanno negando e non ci sono stati molti attacchi contro di noi”, aveva aggiunto il presidente. Nello specifico, il Times aveva riferito che l’intelligence degli Stati Uniti aveva concluso che un’unità militare russa, collegata ad alcuni tentativi di omicidio in Europa, aveva offerto ai talebani una serie di ricompense per attacchi riusciti contro soldati statunitensi. Si riteneva che i militanti islamisti avessero raccolto una discreta somma di denaro in questo modo. Il 27 giugno, la Casa Bianca e il direttore dell’Intelligence Nazionale avevano smentito tali informazioni. Anche il Ministero degli Esteri russo aveva negato la versione del Times. 

Il 28 giugno, il giornale aveva quindi pubblicato un nuovo articolo in cui si affermava che l’intelligence e gli agenti delle operazioni speciali statunitensi in Afghanistan avevano avvisato i propri superiori già a gennaio del 2020 riguardo alla condotta della Russia e al pagamento di ricompense per effettuare attacchi contro cittadini statunitensi. Di conseguenza, il 29 giugno, sia i democratici sia i repubblicani al Congresso hanno chiesto risposte immediate all’amministrazione del presidente. Non è chiaro quante truppe americane o della coalizione internazionale possano essere state prese di mira o uccise nell’ambito del programma russo. Tuttavia, secondo il Times, l’intelligence avrebbe appreso tali informazioni da interrogatori di combattenti catturati. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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