L’Iran potenzierà l’industria petrolifera nonostante le sanzioni USA

Pubblicato il 11 luglio 2020 alle 12:59 in Iran USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il ministro del Petrolio dell’Iran, Bijan Zanganeh, ha annunciato che Teheran è determinata a sviluppare la propria industria petrolifera, nonostante le sanzioni imposte sul Paese dagli Stati Uniti, durante un’intervista dell’11 luglio. Zanganeh ha inoltre ribadito che l’Iran non si arrenderà a Washington sotto alcuna circostanza e ha chiarito che per il proprio Paese è necessario aumentare la capacità produttiva, così che quando sarà necessario potrà rientrare in opera al pieno delle proprie forze e riprendersi la propria fetta di mercato.

L’Iran è sottoposto a sanzioni americane che, dal 2018, hanno gravemente impattato il settore petrolifero. Basti pensare che nell’aprile di quell’anno il Paese ha fornito ad altri Stati circa 2,5 milioni di barili al giorno mentre oggi le sue esportazioni giornaliere si continuano ad attestare tra i 100.000 e i 200.000 barili al giorno. Dal 2018 ad oggi, la stessa produzione iraniana è stata dimezzata arrivando a 2 milioni di barili al giorno. Il petrolio è per Teheran una risorsa molto importante, poiché, secondo quanto confermato da una stima dell’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (OPEC) del 2019, lo Stato mediorientale si colloca al terzo posto al mondo per riserve di greggio, dopo Venezuela e Arabia Saudita.

Il 2018 è stato un momento cruciale per l’Iran in quanto, l’8 maggio di quell’anno, su decisione del presidente americano, Donald Trump, gli Stati Uniti si sono ritirati unilateralmente dal Piano d’Azione congiunto globale (JCPOA), anche noto come Accordo sul nucleare iraniano. Da allora, le relazioni tra Teheran e Washington sono state seriamente compromesse e gli USA hanno imposto sanzioni su vari settori economici del Paese mediorientale, tra cui quello petrolifero e quello bancario, per costringerlo a rinegoziare il proprio programma missilistico-nucleare.

Il JCPOA era stato firmato il 14 luglio 2015 a Vienna da parte di Iran, Cina, Francia, Russia, Regno Unito, Stati Uniti, Germania e Unione Europea e con esso erano stati previsti limiti allo sviluppo del programma nucleare iraniano in cambio del progressivo allentamento delle sanzioni internazionali che gravano a suo danno.  Secondo gli USA Teheran sarebbe venuta meno agli accordi, mentre, da parte sua, l’Iran ha sostenuto di aver, invece, continuato ad adempiere agli impegni del JCPOA.

Oltre alle sanzioni imposte sull’Iran, gli USA stanno cercando di mantenere anche l’embargo sulle esportazioni di armi convenzionali in Iran, che dovrebbe essere progressivamente rimosso a partire dal prossimo ottobre , ma del quale gli USA stanno incoraggiando il rinnovo. La scadenza dell’embargo era stata prevista dalla stessa Risoluzione Onu 2231, adottata il 20 luglio 2015 in seguito alla firma del JCPOA e, nonostante gli Stati Uniti si siano ritirati dall’accordo, essa dispone che Washington resti comunque un partecipante avente il diritto sia di prolungare l’embargo sulle armi, sia di prevedere l’applicazione di ulteriori sanzioni.

Dal 2018, le tensioni tra Teheran e Washington si sono manifestate anche dal punto di vista militare, in una progressiva escalation  che  è culminata con l’uccisione del generale a capo della Quds Force, Qassem Soleimani, durante un raid aereo americano il 3 gennaio scorso all’aeroporto di Baghdad. A tale gesto, l’Iran ha risposto con attacchi ai presidi statunitensi in Iraq l’8 gennaio e con un mandato d’arresto ai danni dello stesso Trump, il 29 giugno scorso. Tutt’ora, l’Iran è accusato dagli USA di essere coinvolto nei ripetuti attacchi alle truppe internazionali anti-ISIS di stanza in Iraq e ai presidi americani nel Paese.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.