Israele: Macron chiede di rinunciare ai piani di annessione della Cisgiordania

Pubblicato il 10 luglio 2020 alle 16:04 in Francia Israele

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha chiesto al primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, di desistere dal proprio intento di annettere i territori della Cisgiordania, durante una telefonata tra i due leader.

Il 10 luglio, l’ufficio dell’Eliseo ha rilasciato una dichiarazione nella quale ha annunciato che, il giorno precedente, 9 luglio, Macron “ha sottolineato che tale mossa sarebbe contraria al Diritto internazionale e compromette la possibilità di una soluzione a due Stati come base di una pace giusta e duratura tra israeliani e palestinesi”.

La comunicazione del presidente francese giunge in seguito alle affermazioni del ministro degli Esteri di Parigi, Jean-Yves Le Drian, il quale, il primo luglio, ha riferito che l’eventuale annessione di territori della Cisgiordania costituirebbe una violazione del Diritto internazionale e non rimarrà “senza conseguenze”.

“L’annessione dei territori palestinesi, qualunque sia il perimetro, metterebbe seriamente in discussione i parametri per risolvere il conflitto”, ha riferito Le Drian durante un’audizione parlamentare. “Una tale decisione non potrebbe essere lasciata senza conseguenze e stiamo esaminando diverse opzioni a livello nazionale e anche in coordinamento con i nostri principali partner europei”, ha aggiunto il ministro francese. 

Nello specifico, il progetto di Netanyahu prevede l’annessione a Israele di alcuni territori della Cisgiordania, tra cui la Valle del Giordano e il Mar Morto settentrionale, pari a circa il 30% della regione. Secondo quanto stabilito dal primo ministro israeliano, le operazioni per portare avanti tale progetto sarebbero dovute iniziare il primo luglioTuttavia, in tale data, un membro della Knesset, Ofir Akunis, ha confermato alla Radio dell’Esercito di Israele che l’avvio del processo sarà ritardato nel corso di luglio a causa del mancato consenso interno e con gli Stati Uniti.

Il piano di Netanyahu è stato appoggiato dal suo ex-rivale Benny Gantz, entrambi a capo di un governo di unità nazionale dal 17 maggio, che prevede l’alternanza alla guida dell’esecutivo ogni 18 mesi. Tuttavia, Gantz, leader del partito Blue and White, avrebbe espresso riserve. In particolare, Blue and White non concorda su alcune modalità di attuazione e sulla mancanza di un dialogo con la parte palestinese, timoroso che un tale approccio possa danneggiare gli interessi stessi di Israele. Inoltre, Gantz preferirebbe avere un esplicito via libera anche da parte di Washington. A detta del vice-premier, inoltre, sarebbe necessario attendere per portare avanti il piano di annessione, fino a quando Israele non riuscirà a riprendersi completamente dai danni subiti a causa della pandemia di coronavirus e ad assicurare una vita dignitosa al popolo israeliano.

In tale quadro, non sono mancati i segnali di dissenso a livello europeo ed internazionale. Anche secondo l’Onu, il piano proposto da Netanyahu rappresenta una violazione del Diritto internazionale e mina “il sogno di pace” e di una risoluzione per il perdurante conflitto israelo-palestinese. In particolare, la prevista annessione israeliana, da un lato, priverebbe i palestinesi delle principali risorse agricole, specialmente nella regione della Valle del Giordano, mentre, dall’altro lato, eliminerebbe del tutto l’idea di una soluzione a due Stati, auspicata nel 1993 con gli Accordi di Oslo, con cui si ritiene possibile la creazione di due Paesi in grado di coesistere l’uno accanto all’altro, ovvero Israele e Palestina, con un’unica capitale, Gerusalemme, divisa tra i due.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Mariela Langone

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.