Grecia: proteste contro la nuova legge sulle manifestazioni

Pubblicato il 10 luglio 2020 alle 9:26 in Europa Grecia

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Ad Atene, le manifestazioni di massa hanno subito una violenta escalation in seguito all’approvazione, da parte del Parlamento greco, di una legge volta a limitare le proteste pubbliche, il 9 luglio. 

La normativa è stata introdotta dal governo conservatore di Atene nel tentativo di regolare le manifestazioni  che, a proprio avviso, causano frequenti interruzioni del settore pubblico e influenzano il commercio. Nello specifico, la norma prevede la nomina di un ufficiale di collegamento, restrizioni alle proteste o divieti assoluti qualora le autorità ritengano che queste ultime costituiscano una minaccia per la sicurezza pubblica. Inoltre, il disegno di legge stabilisce anche che gli organizzatori siano considerati responsabili per eventuali danni causati dai manifestanti.

In seguito all’approvazione di tale legislazione da 187 deputati su 300, diverse manifestazioni si sono svolte nella capitale greca e in altre 40 città della penisola per opporsi ai piani del governo di centro-destra, sostenendo invece un sindacato supportato dal Partito Comunista greco.

Ad Atene, circa 10.000 manifestanti si sono radunati fuori dal Parlamento con striscioni i quali leggevano “giù le mani dalle proteste”.

Sebbene fosse iniziata pacificamente, la situazione ha subito una rapida escalation quando un gruppo, allontanatosi da quello principale, ha lanciato bombe molotov contro la polizia, che ha risposto con gas lacrimogeni e granate flash.

A causa di tale gruppo, coinvolto nella violenza, gli altri manifestanti, tra cui famiglie con bambini piccoli, sono stati costretti ad abbandonare la manifestazione per cercare di allontanarsi dalle nuvole di gas lacrimogeni.

Il governo conservatore del primo ministro greco, Kyriakos Mitsotakis, instauratosi il 9 luglio 2019, ha riferito di essere interessato a fermare i piccoli raduni di protesta dall’interruzione del traffico e delle attività commerciali.

“Il diritto di tenere raduni pacifici deve essere protetto … ma deve essere fatto in un modo che non interrompa l’attività di un’intera città”, ha dichiarato Mitsotakis al Parlamento durante il dibattito sulla legge.

Dal canto opposto, i critici delle riforme proposte includono l’Ordine degli avvocati di Atene e il Comitato di revisione legislativa del Parlamento.

In particolare, questi sostengono che i piani per perseguire i manifestanti che partecipano a proteste non autorizzate, e per ritenere gli organizzatori responsabili per gli eventuali danni causati, sono legalmente problematici.

Da parte sua, il governo ha affermato di aver aggiunto diversi chiarimenti al disegno di legge al fine di affrontare tali preoccupazioni. 

Le proteste di piazza si verificano frequentemente in Grecia, Paese ancora di via di recupero da una profonda crisi socio-economica scoppiata alla fine del 2009, che ha portato a tre salvataggi internazionali con dure condizioni di austerità. Durante la crisi, piazza Syntagma, situata di fronte al Parlamento, è stata teatro di numerose proteste anti-austerity, alcune delle quali si sono trasformate in violenti scontri con le forze dell’ordine. Nonostante la graduale ripresa economica, le manifestazioni sono proseguite, ma la loro affluenza è diminuita.

“La libertà di protestare è tanto preziosa quanto la libertà di un’altra persona di raggiungere l’ospedale, il suo lavoro, la sua casa”, ha commentato Mitsotakis in un discorso parlamentare a sostegno del disegno di legge.

La nuova norma mira a sostituire un decreto della giunta del 1971 il quale limita i raduni. Unionisti e partiti di opposizione accusano il governo di agire preventivamente per annullare qualsiasi opposizione a possibili ricadute dalla pandemia di coronavirus.

“Il governo… osa coraggiosamente con un disegno di legge ispirato dalla giunta per promuovere nuove restrizioni per annullare e distruggere un principale diritto democratico, che il nostro popolo ha conquistato attraverso sanguinose battaglie”, ha affermato l’unionista Dimitris Karagiannis prima del voto.

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Mariela Langone

di Redazione

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