Nigeria: esplosione in un impianto petrolifero, 7 morti

Pubblicato il 9 luglio 2020 alle 13:39 in Africa Nigeria

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In Nigeria, almeno 7 persone sono rimaste uccise a causa di unesplosione presso il giacimento petrolifero di Gbetiokun, nella regione del Delta del Niger, durante l’installazione di una scala su una piattaforma. La notizia è stata diffusa, giovedì 9 luglio, dalla compagnia petrolifera statale, la Nigerian National Petroleum Corporation. “Abbiamo avviato una serie di indagini dettagliate sulla causa dell’esplosione, mentre il Dipartimento delle Risorse petrolifere è stato debitamente informato”, ha dichiarato la compagnia in una nota, specificando che tutto il personale a bordo della piattaforma dovrà essere interrogato e preso in considerazione nelle indagini.

L’incidente è avvenuto nellOML (Oil Mining Licence) 40, gestito da una consociata della compagnia petrolifera di sviluppo nigeriana (NPDC) e dalla joint venture Elcrest. La piattaforma interessata è la Benin River Valve Station (BRVS).

Anche se l’incidente al giacimento di Gbetiokun, avvenuto martedì 7 luglio, potrebbe essere stato causato da un guasto operativo, le esplosioni di oleodotti e camion cisterna sono comuni nel Paese africano, che rappresenta il maggior produttore di petrolio del continente, con circa 2 milioni di barili di greggio al giorno. Le tubature, nella regione, sono spesso esposte e non custodite, il che le rende facilmente sensibili alle esplosioni.

Le compagnie petrolifere internazionali, in Nigeria, si stanno sempre più concentrando su progetti offshore, in gran parte proprio per compensare il rischio collegato alle operazioni onshore effettuate nel Delta del Niger, nel Sud del Paese.

Nel frattempo, la Nigeria sta combattendo l’effetto del calo dei prezzi del greggio sulle entrate del governo e sulla sua valuta, dopo che la pandemia di coronavirus ha provocato una grave diminuzione della domanda. Il capo della compagnia petrolifera statale, Mele Kyari, ha dichiarato, a giugno, che il Paese si sta rigorosamente attenendo ai tagli concordati in sede OPEC+, tramite un accordo con i principali produttori mondiali di petrolio. Pur ammettendo che il Paese non sia riuscito a rispettare completamente, nei mesi scorsi, i tagli promessi, Kyari ha assicurato che le attuali riduzioni riusciranno a compensare i ritardi entro la fine di luglio.

Il direttore ha poi dichiarato che la compagnia sta adottando un nuovo approccio per riparare le raffinerie in difficoltà e che cercherà partenariati con aziende private per finanziarle, sistemarle e gestirle. Infine, Kyari ha sottolineato che la Nigeria è in trattative con società statunitensi come Bechtel e KBR per lo sviluppo di potenziali progetti tra cui la costruzione di raffinerie di petrolio e gasdotti.Gli sforzi per rinnovare le raffinerie falliscono da anni e la NNPC li ha interrotti completamente ad aprile. Tuttavia, Kyari ha detto di essere fiducioso di poterli rimettere presto in funzione. “Abbiamo un nuovo quadro”, ha dichiarato parlando dei progetti di raffineria. “Ciò consentirà ad altri di aiutarci”, ha aggiunto. 

L’OPEC+, formato dall’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC) e dai suoi partner, guidati dalla Russia, ha decretato, il 6 giugno, di estendere l’accordo firmato ad aprile, per la riduzione di 9,6 milioni di barili di petrolio al giorno, fino alla fine di luglio. Il vertice, tenutosi per via virtuale, ha altresì stabilito che Stati come la Nigeria e l’Iraq, che nei mesi scorsi non si sono attenuti alle quote di estrazione concordate, avrebbero dovuto allinearsi al più presto ai tagli e recuperare entro settembre gli alleati. Un nuovo incontro del gruppo è attualmente previsto per il 15 luglio.

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Chiara Gentili

di Redazione

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