L’Egitto ratifica un accordo economico e tecnico con la Cina

Pubblicato il 9 luglio 2020 alle 16:09 in Cina Egitto

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Il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, ha ratificato un accordo economico, tecnico e di cooperazione con la Cina, il 9 luglio.

Tale intesa è stata firmata lo scorso 23 novembre al Cairo, e prevede che il governo cinese fornisca alla controparte egiziana una sovvenzione di 300 milioni di yuan, corrispondenti a 42,9 milioni di dollari.

A detta dell’ambasciatore di Pechino in Egitto, Liao Liqiang, il commercio tra i due Paesi nel primo trimestre del 2020 ha raggiunto i 3,2 miliardi di dollari. Inoltre, durante la nona conferenza stampa sul coronavirus, tenutasi lo scorso 18 giungo al Cairo, Liao ha dichiarato che, sempre nel primo trimestre del 2020, gli investimenti diretti cinesi nella nazione nordafricana hanno raggiunto i 35 milioni di dollari, mentre il volume totale dei finanziamenti ha superato i 7 miliardi di dollari.

Successivamente, nella decima conferenza avvenuta l’8 luglio, l’ambasciatore ha descritto il rapporto egiziano-cinese come un esempio da seguire nelle relazioni internazionali tra Paesi, rivelando che il presidente al-Sisi e il suo omologo di Pechino, Xi Jinping, hanno recentemente discusso su come rafforzare ulteriormente la cooperazione tra i due Stati.

In tale occasione, Liao ha ribadito che la Cina è molto interessata a lavorare insieme all’Egitto anche nel campo della sanità, aggiungendo che la Belt and Road Initiative contribuirà al raggiungimento di tale obiettivo, in quanto rappresenterà un modo per migliorare la collaborazione tra i Paesi coinvolti.

Lo scorso 30 maggio, il Cairo e Pechino hanno celebrato il 64º anniversario dell’instaurazione delle relazioni diplomatiche tra le due nazioni. Nello specifico, i rapporti tra l’Egitto e la Cina si sono evoluti a partire da un incontro tra l’allora presidente egiziano, Gamal Abdel Nasser, e il premier cinese Zhou Enlai, nel 1955, in cui i due leader hanno accettato di stabilire relazioni diplomatiche formali, materializzatesi nel 1956. Proprio in tale anno, l‘Egitto è stato il primo Paese africano ad aprire un’ambasciata a Pechino.

La partnership tra il Paese asiatico e quello nordafricano ha subito un’accelerazione da quando, l’8 giugno 2014, il presidente al-Sisi ha assunto il potere in Egitto.

La Cina è la seconda economia più grande del mondo, e il Cairo la considera come il proprio modello globale in tale ambito. Pertanto, al-Sisi ha cercato di stabilire strette relazioni logistiche nella speranza di rendere l’Egitto un attore centrale in Medio Oriente e Nord Africa. Finora, gli investimenti cinesi al Cairo si sono concentrati su progetti industriali, per il 55%, costruzioni, per il 20%, e servizi, per il 19%. Per migliorare ulteriormente i finanziamenti bilaterali, i due Paesi hanno fondato la Camera di Commercio egiziano-cinese, e delegazioni d’affari di entrambe le nazioni si recano spesso in visita presso la propria controparte.

In tale quadro, al-Sisi ammira l’abilità della Cina nell’aver trasformato sé stessa da una nazione in via di sviluppo in una grande potenza economica, e rivede nel modello di Pechino un progetto di Stato che riesce a stimolare la crescita pur governando con un pugno di ferro.

Inoltre, il presidente egiziano considera la Cina come la futura superpotenza politica e di sicurezza mondiale e, in tal senso, avere Pechino dalla propria parte risulta essere cruciale per elevare lo status del Paese sulla scena internazionale. In cambio, il Cairo ha offerto a Pechino di aprire i grandi mercati egiziani ai prodotti cinesi, che a loro volta potrebbero garantire alla Cina una finestra sul resto del mondo arabo e dell’Africa. 

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Mariela Langone

di Redazione

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