La Turchia annuncia esercitazioni militari a largo della Libia

Pubblicato il 9 luglio 2020 alle 19:18 in Libia Turchia

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Il Ministero della Difesa nazionale turco ha annunciato lo svolgimento di esercitazioni navali su larga scala al largo della Libia, nonostante un clima molto teso nel Paese nordafricano.

L’esercitazione sarà nota con il nome “Naftex” e si svolgerà al largo della costa libica in 3 diverse regioni, con tre nomi diversi: Barbaros, Turgutreis e Chaka Bey. Ankara ha affermato che le operazioni coinvolgeranno 17 aerei da guerra e 8 navi e il loro fine sarà quello di dimostrare la capacità della Turchia di controllare la regione per via aerea e marittima. Si sospetta che la Naftex sia mirata a preparare le forze della Marina turca ad un confronto armato diretto nel Mediterraneo.

L’annuncio è arrivato pochi giorni dopo la visita a Tripoli dell’ammiraglio Adnan Ozbal, comandante delle forze navali turche, avvenuta il 3 luglio. Le esercitazioni sono anche considerate una risposta della Turchia all’attacco presso la base di al-Watiya, attualmente controllata dalla forze tripoline e colpita da un raid aereo nella notte tra il 4 e il 5 luglio. Il 9 luglio, fonti libiche e attivisti locali hanno riferito che Ankara ha inviato nuovi rinforzi militari presso la base. In particolare, come mostrato da alcune foto, è stato inviato un convoglio composto da veicoli militari carichi di armi e munizioni. Parallelamente, un aereo da carico turco, anch’esso con a bordo armamenti, è giunto presso l’aeroporto tripolino di Mitiga. 

La base di al-Watiya, definita strategica per la propria posizione, era considerata una delle maggiori roccaforti dell’Esercito Nazionale Libico (LNA) e del suo generale, Khalifa Haftar, nell’Ovest libico. Successivamente, il 18 maggio, le forze di Tripoli erano riuscite a prenderne il controllo e a stabilirsi nell’area in modo indisturbato, fino all’attacco avvenuto nella notte tra il 4 e il 5 luglio. La mattina successiva, il governo di Tripoli ha accusato “una forza aerea straniera” di aver bombardato la base, senza fornire ulteriori dettagli sull’identità dei velivoli o sui bersagli colpiti. Ibrahim al-Darsi, membro del Parlamento di Tobruk, ha affermato che “gli attacchi aerei sono stati lanciati da forze a noi molto note” e ha aggiunto che l’assalto era “un messaggio chiaro e costituiva uno schiaffo forte e doloroso al presidente turco Recep Tayyip Erdogan e i suoi delegati in Libia, in particolare il governo delle milizie guidato da Fayez al-Sarraj”.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA), nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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