La Francia chiede il rilascio di un politico del Mali sequestrato mesi fa

Pubblicato il 9 luglio 2020 alle 20:31 in Francia Mali

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Il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, ha chiesto, mercoledì 8 luglio, il rilascio immediato del leader dell’opposizione del Mali, Soumaila Cisse, rapito a marzo da sospetti militanti islamisti. “La Francia esprime il suo sdegno per la situazione di Soumaila Cisse. È il leader dell’opposizione, è stato candidato alle elezioni presidenziali ed è stato preso in ostaggio tre mesi fa. Chiediamo fortemente la sua liberazione”, ha affermato Le Drian davanti all’Assemblea Nazionale, interrogato sulla questione.

Il 25 marzo, Cisse e i membri della sua squadra sono stati rapiti mentre conducevano una campagna elettorale nelle regioni del Mali centrale, pochi giorni prima delle elezioni parlamentari nazionali, tenutesi il 29 marzo. Cinque persone, rapite insieme al leader dell’Unione per la Repubblica e la Democrazia (URD), sono state liberate a inizio aprile e sono in buone condizioni. La sua guardia del corpo di Cisse, invece, è stata uccisa, mentre altre due persone sono rimaste gravemente ferite.

Cisse è un ex ministro delle Finanze ed è stato per tre volte candidato alla presidenza. Nonostante il conflitto che dura da anni nel Paese, il suo rapimento è il primo contro figure del suo rango. I combattenti legati alle organizzazioni di al-Qaeda e dello Stato Islamico lanciano frequenti attacchi contro obiettivi civili e militari in quella parte del Paese.

Il governo del Mali ha affermato che i militari stanno cercando di trovare gli ostaggi. In più, lURD ha affermato che i negoziati per la sua liberazione sono ancora in corso.

Il Mali è considerato uno dei Paesi più insicuri della regione del Sahel, l’area posta a Sud del Sahara. Eserciti e forze di polizia non hanno più il controllo in questa regione e ciò pone ulteriori pressioni sui governi locali e i loro partner internazionali, che hanno lottato a lungo per contenere la diffusione della minaccia terroristica in tutta l’Africa occidentale. Nell’area è stata inaugurata ufficialmente, il 29 marzo, una nuova task force, chiamata Takuba, per coordinare gli sforzi regionali nella lotta al terrorismo. La Francia, insieme ad altri 13 Paesi europei, collaborerà con gli eserciti del Mali e del Niger per assistere le forze locali nella lotta contro i gruppi armati, integrando le operazioni compiute dalla missione francese Barkhane e dalla forza congiunta del G5 Sahel, composta da truppe provenienti dal Burkina Faso, dal Ciad, dal Mali, dalla Mauritania e dal Niger. La nuova missione opererà nella regione di Liptako, un’area compresa tra il Burkina Faso, il Niger e il Mali, secondo quanto si apprende dalla dichiarazione. Liptako è nota per essere una roccaforte dei combattenti dell’Isis nella regione del Sahel.

Oltre allo Stato Islamico, in Mali sono attivi diversi gruppi estremisti violenti, di matrice islamista, come il suddetto Jama’at Nusrat al-Islam wal-Muslimin (JNIM), ma anche al-Qaeda nel Magreb islamico (AQIM), Ansar al-Dine (AAD), e il Macina Liberation Front. Questi operano perlopiù nelle zone aride del Mali centrale e settentrionale, utilizzandole come base da cui partire per lanciare attacchi contro soldati e civili attraverso il vicino Burkina Faso, il Niger e oltre.

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Chiara Gentili

di Redazione

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