Kuwait: stanziati 793 miliardi per il settore privato, ma le banche rischiano perdite da 1.11 miliardi

Pubblicato il 9 luglio 2020 alle 12:32 in Kuwait Medio Oriente

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Il Ministero delle Finanze del Kuwait ha stabilito che verranno stanziati circa 793 milioni di dollari a favore dei cittadini kuwaitiani impiegati nel settore privato, con il fine di far fronte alle ripercussioni causate dall’emergenza coronavirus. Parallelamente, le banche del Paese hanno stimato perdite pari a quasi 1.11 miliardi, a causa del ritardo nei pagamenti dei prestiti elargiti.

Secondo quanto riportato dal quotidiano al-Araby al-Jadeed, i dipendenti kuwaitiani del settore privato ammontano a circa 70.000, e i nuovi incentivi del governo mirano ad incoraggiare la popolazione a trovare impiego in un settore che ha assistito ad una forte riduzione del numero di impiegati stranieri, viste le politiche adottate in gran parte della regione del Golfo. In particolare, in Kuwait, circa 135 espatriati impiegati nel settore degli alloggi statali e del welfare vedranno i propri contratti terminare il prossimo settembre, nel quadro di un piano composto da tre fasi e che vedrà una riduzione del 33% dei dipendenti stranieri, i quali verranno sostituiti con cittadini kuwaitiani.

Per tale ragione, il governo kuwaitiano si è impegnato a preservare la stabilità sociale e a garantire opportunità lavorative per la popolazione kuwaitiana. Lo stanziamento dei 793 milioni era, in realtà, già previsto per maggio, ma è stato sospeso a causa della mancanza di liquidità. Secondo quanto stabilito, i bonus verranno offerti sia a imprenditori sia a dipendenti per un periodo di 6 mesi.

Tuttavia, anche il sistema economico del Kuwait deve far fronte allo shock subito non solo per le misure di lockdown anti-coronavirus, ma anche per il forte calo dei prezzi del petrolio, anch’esso conseguenza della pandemia. Tra i diversi effetti provocati, le banche kuwaitiane hanno messo in guardia dalle perdite stimate a circa 1.11 miliardi di dollari, in totale, per sei dei maggiori istituti nazionali. Queste sono dovute alle difficoltà affrontate dalla popolazione nel pagare i prestiti precedentemente concessi. In particolare, a marzo, le autorità kuwaitiane avevano annunciato che i pagamenti dei prestiti individuali o elargiti a piccole e medie imprese potevano essere posticipati di sei mesi, senza incorrere in more o ulteriori commissioni.

Tuttavia, ciò sta provocando conseguenze negative per le banche. La National Bank of Kuwait, considerata la maggiore banca del Paese, ha dichiarato che le perdite totali dovute a ritardi di pagamento da parte di clienti, anche nel caso dell’estinzione di mutui, potrebbero raggiungere 422.5 milioni di dollari. Parallelamente, la Kuwait Finance House, la più grande banca islamica in Kuwait, ha stimato perdite pari a circa 312.2 milioni di dollari, mentre la Al- Khaleej Bank ha previsto 136.6 milioni in meno nelle proprie casse.

In tale quadro, l’agenzia di rating Moody’s ha confermato, all’inizio della fase di lockdown nel marzo scorso, che il futuro del sistema bancario kuwaitiano è ancora stabile. Al contempo, si prevede una forte crescita del settore non petrolifero, che fornirà supporto alle operazioni di credito. A detta di Moody’s, le previsioni di crescita dell’economia petrolifera kuwaitiana sono al 3% per il 2020, rispetto al 2,5% del 2019, e ciò potrebbe essere sufficiente per consentire le attività delle banche locali. Tuttavia, l’agenzia di rating ritiene che le banche kuwaitiane continuino a concentrarsi su mutui per immobili e prestiti personali, il che comporta grandi rischi, vista l’instabilità del mercato immobiliare. Tuttavia, dal canto loro, gli istituti bancari si stanno adoperando per ridurre rischi simili, allocando riserve per far fronte alle perdite sui prestiti.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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