Kashmir: un politico del BJP ucciso da un gruppo armato

Pubblicato il 9 luglio 2020 alle 11:30 in Asia India

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Un gruppo di uomini armati non identificati ha ucciso a colpi di pistola un politico del partito nazionalista indù al potere a Nuova Delhi, il Bharatiya Janata Party (BJP), nella regione contesa del Kashmir. 

Secondo quanto riferito dalla polizia locale, alcuni uomini armati hanno sparato a Sheikh Wasim Bari, un leader del BJP di 35 anni, il partito del premier Narendra Modi, nella città Nord-occidentale di Bandipora. La dichiarazione riferiva che “durante un attacco indiscriminato”, l’uomo, suo fratello e suo padre sono stati feriti e sono, in seguito, morti in ospedale. Anche il fratello e il padre di Bari erano membri del BJP. 

La polizia ha incolpato i separatisti del Kashmir, che combattono contro il dominio indiano nella regione himalayana a maggioranza musulmana, poichè Bari era un membro del consiglio esecutivo del partito indiano nella regione. L’uomo ha aiutato il BJP a rafforzare la sua base nella regione ed era considerato il volto del movimento nel distretto di Bandipora. Le 10 guardie di sicurezza del leader del BJP sono state arrestate dopo l’attacco, secondo quanto ha dichiarato il capo della polizia del Kashmir, Vijay Kumar. 

Il Kashmir è un’area a maggioranza musulmana, contesa tra l’India e il Pakistan. La zona è da decenni teatro di scontri, ma, a partire da agosto 2019, le tensioni si sono fatte sempre più accesse. In particolare, il 5 agosto scorso, il governo di Nuova Delhi ha deciso di abolire lo status speciale della parte indiana della regione, per ragioni di sicurezza, e ne ha ritirato l’autonomia dividendola in territori amministrati dall’India. 

Fino ad allora, la regione aveva avuto autonomia su tutte le questioni interne tranne la difesa, le comunicazioni e gli affari esteri. A seguito della rimozione dell’autonomia, dopo giorni di coprifuoco e dopo il blocco di internet e delle comunicazioni, il Kashmir è stato colpito da un’ondata di proteste, con i manifestanti che lanciavano pietre contro i militari. Il gruppo per la tutela dei diritti umani, Amnesty International, ha affermato che la situazione in Kashmir è “senza precedenti” nella recente storia della regione. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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