Italia: il Senato vota Sì sul rifinanziamento della missione in Libia

Pubblicato il 9 luglio 2020 alle 19:00 in Immigrazione Italia Libia

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Il Senato italiano ha approvato il decreto sul rifinanziamento delle missioni internazionali, dopo non poche tensioni in aula in merito al punto cruciale della discussione, ovvero l’impegno militare in Libia. Il provvedimento sulle missioni, votato nella serata del 7 luglio e messo a punto dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, prevede il rinnovo della presenza dei militari italiani all’estero e, nel caso della Libia, concerne la proroga, per quest’anno, della partecipazione del contingente della Guardia di Finanza e dell’Arma dei Carabinieri alla missione bilaterale di assistenza alla Guardia Costiera della Marina libica. L’argomento è fonte di contrasti soprattutto all’interno della maggioranza, dove una parte del Pd nonché diversi esponenti del partito Liberi e Uguali (LEU) si esprimono contro il sostegno diretto alla Guardia Costiera libica, più volte accusata di essere coinvolta in violazioni dei diritti umani e traffico illecito di migranti.

Su questo punto, per evitare l’impasse e cercare di sanare i malumori, è intervenuto il partito di Matteo Renzi, Italia Viva, che si è reso autore di un ordine del giorno volto a impegnare il governo in una rapida modifica degli accordi con la Libia. Il riferimento va al famoso Memorandum d’Intesa del 2 febbraio 2017, attualmente in corso di rinegoziazione tra le autorità libiche e quelle italiane. L’ordine del giorno, sottoscritto anche da Pd e Movimento 5 Stelle, impegna l’esecutivo ad accelerare i suoi passi verso la modifica dell’accordo in una direzione più sensibile al rispetto dei diritti umani e del ruolo delle organizzazioni internazionali in Libia. Il documento è stato approvato con 260 voti a favore, 14 contrari e 2 astenuti.

“L’obiettivo è fronteggiare il fenomeno dell’immigrazione clandestina e della tratta di esseri umani tramite l’addestramento dei militari libici”, si legge nel testo del provvedimento. Tra le altre finalità, c’è anche quella di intensificare l’azione diplomatica con le autorità libiche, al fine di permettere l’accesso rapido e completo delle organizzazioni internazionali ai centri di accoglienza per migranti, nonché quella di rafforzare, nei programmi di formazione della Marina libica, le componenti sul rispetto del diritto internazionale del mare e dei diritti umani.

Da parte sua, il Movimento 5 Stelle, di cui fa parte il ministro degli Esteri, Luigi di Maio, ha specificato, in una dichiarazione: “Speriamo che la cooperazione con la Libia non rimanga solo bilaterale e si estenda a un livello europeo, in modo tale che i diritti umani dei migranti siano preservati. Grazie al lavoro del governo italiano, soprattutto del ministro degli Affari Esteri, Luigi di Maio, il Governo di Accordo Nazionale di Tripoli (GNA) ha concordato di rivedere il Memorandum d’Intesa firmato nel 2017”. “Speriamo che gli emendamenti vengano approvati presto”, ha concluso la dichiarazione.

Il Memorandum d’intesa fra Italia e Libia era stato firmato il 2 febbraio 2017 nell’ambito della cooperazione allo sviluppo, al contrasto dell’immigrazione illegale, al traffico di esseri umani, al contrabbando e con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza delle frontiere. I firmatari dell’accordo erano stati l’allora presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni, e il premier del GNA, Fayez al-Sarraj. Il documento era stato raggiunto nell’ambito della crisi europea dei migranti, quando a sbarcare sulle coste italiane erano decine di migliaia di uomini, donne e bambini, ha una durata triennale e si rinnova automaticamente 3 mesi prima della scadenza, in assenza di indicazioni diverse.

Nel quadro del conflitto libico l’Italia sostiene, insieme a Qatar e Turchia, il GNA di Tripoli, riconosciuto dalle Nazioni Unite e guidato dal primo ministro, Fayez al-Sarraj. Dalla parte del comandante Khalifa Haftar, invece, uomo forte del governo di Tobruk, sono schierate Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Russia, Giordania e Francia. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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