Germania: aumento significativo di estremisti di destra nel 2019

Pubblicato il 9 luglio 2020 alle 17:18 in Europa Germania

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La Germania ha registrato un aumento significativo del numero di estremisti di destra nel 2019, dopo che le agenzie di sicurezza hanno aggiunto al conteggio migliaia di membri del principale partito di estrema destra del Paese.

È quanto emerso da un rapporto annuale sull’estremismo in Germania, pubblicato il 9 luglio dall’agenzia di intelligence nazionale Bfv e ripreso dal New York Times, il quale stima che il numero di estremisti di destra a Berlino sia arrivato a 32.080 nel 2019. Si tratta di un aumento di quasi 8.000 unità rispetto alla cifra di 24.100 registrata nel 2018.

La relazione include per la prima volta circa 7.000 membri della sezione giovanile di Alternativa per la Germania, e una fazione radicale nota come The Wing, entrambi oggetto di un esame approfondito da parte di Bfv a causa delle loro tendenze estremiste. Tale rapporto conta altresì circa 28.020 persone con tendenze all’estremismo islamico, in aumento rispetto ai 26.560 del 2018.

Le autorità tedesche hanno promesso di intensificare la propria attività contro l’estremismo di destra a seguito dell’uccisione di un politico regionale da parte di un presunto neonazista, un attacco a una sinagoga di Halle, e l’uccisione di 9 persone a Hanau nel corso dell’ultimo anno.

Nel dettaglio, il primo episodio si è verificato il primo giugno 2019, e ha riguardato un membro del partito della cancelliera Angela Merkel, Walter Luebcke, il quale guidava l’amministrazione regionale nella zona di Kassel nella Germania centrale. Il secondo, è accaduto lo scorso 10 ottobre, quando un attentatore ha provato, senza riuscirci, ad introdursi in una sinagoga, la quale ospitava 80 persone. L’uomo ha poi sparato e ucciso una donna tedesca di 40 anni per strada, e un ragazzo di 20 anni in un negozio di kebab nelle vicinanze e, nel fuggire dalla città, ha ferito altre due persone in una piccola città vicino Halle. Infine, il terzo episodio risale allo scorso 20 febbraio, data in cui un uomo armato ha sparato e ucciso 9 persone di origine straniera nella città di Hanau, caratterizzata da una popolazione molto eterogenea e appartenente a diverse origini.

In tale quadro, il ministro della Difesa tedesco, Annegret Kramp-Karrenbauer, ha annunciato, il primo luglio, di voler sciogliere parte delle forze speciali del Paese, tra le più elitarie e meglio addestrate, per sottolineare la preoccupazione del governo circa la diffusione dell’estremismo di destra all’interno delle proprie istituzioni.

Nello specifico, Kramp-Karrenbauer ha aggiunto che tale decisione fa riferimento a una delle quattro compagnie di combattimento all’interno delle forze speciali, la quale aveva iniziato ad adottare atteggiamenti ritenuti troppo vicini all’estrema destra. Il ministro tedesco ha altresì affermato che il resto dell’unità delle forze speciali, conosciuta con l’acronimo tedesco KSK, ha tempo fino alla fine di ottobre per rivedere le proprie pratiche di reclutamento, addestramento e leadership, prima di essere autorizzato a riunirsi a qualsiasi esercitazione o missione militare internazionale.

Secondo quanto dichiarato dal ministro dell’Interno di Berlino, Horst Seehoferl’estremismo di destra rappresenta la principale minaccia alla sicurezza nazionale del Paese e, per tale ragione, la Germania intende adottare misure più rigide per prevenire e contrastare il fenomeno. 

Nello specifico, l’agenzia di intelligence interna tedesca ha stimato che sono circa 24.000 gli estremisti di destra nel Paese, di cui circa il 50% rappresenta una minaccia terroristica. Lo scorso 19 marzo, la polizia di Berlino ha coordinato un’operazione in quasi tutta la nazione, coinvolgendo almeno dieci dei sedici Stati tedeschi, che aveva portato al sequestro di materiale propagandistico di estrema destra e armi da fuoco. Il gruppo implicato è stato “Popoli e Tribù Tedesche Unite”, il quale fa parte di Reichsbürger, un movimento che conta circa 19.000 membri in tutto il Paese. I militanti del Reichsbürger non riconoscono la Repubblica federale tedesca del dopoguerra, considerata semplicemente una sorta di società privata. Questi credono, invece, nella continua esistenza di un impero tedesco, o Reich, risalente almeno al 1937. 

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Mariela Langone

di Redazione

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