Libia: Ankara pronta a testare la sua “forza” in mare, continuano le tensioni sul campo

Pubblicato il 8 luglio 2020 alle 16:57 in Libia Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le forze del governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA), hanno riferito di aver distrutto sistemi di difesa russi presso la base di al-Jufra. Nel frattempo, la Marina turca ha annunciato, mercoledì 8 luglio, che presto effettuerà un’esercitazione navale al largo delle coste libiche.

Quest’ultima notizia è stata riportata dal quotidiano al-Arabiya, basandosi, a sua volta, sul quotidiano turco Yeni Safak. In particolare, le forze navali turche hanno dichiarato che le prossime esercitazioni verranno intitolate “Navtex” e avranno luogo al largo delle coste libiche. Tuttavia, non è stata tuttora riferita una data specifica, ma è stato affermato che l’obiettivo è allenarsi in caso di un’eventuale guerra nel Mediterraneo orientale, viste le crescenti tensioni in Libia. Non da ultimo, ha riportato al-Arabiya, le esercitazioni si svolgeranno in acque internazionali e vedranno la partecipazione di 8 navi militari e 17 aerei da guerra, volti a dimostrare le capacità turche nel controllo della regione sia per via aerea sia per via marittima.

Una delle ultime operazioni simili turche risale all’11 giugno. In tal caso, si è trattato di un’esercitazione “in mare aperto” durata 8 ore, effettuata anch’essa nelle acque del Mediterraneo orientale, e che ha visto l’impiego di 8 tra fregate e corvette, oltre a 17 velivoli, tra cui jet da combattimento F-16, decollati da Eskisehir, nella Turchia centrale. Anche in tale occasione, come riferito dai media turchi, l’obiettivo di Ankara era mostrare la propria forza.

La Turchia è considerata tra i principali responsabili del cambiamento degli equilibri di potere in Libia delle ultime settimane, e, nello specifico, la maggiore sostenitrice delle forze del GNA, anche a livello militare. Tale supporto è stato definito fondamentale per giungere a risultati rilevanti, a danno dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), guidato dal generale Khalifa Haftar, tra cui la conquista della base occidentale di al-Watiya e della regione di Tripoli. Al momento, le forze di Tripoli stanno combattendo per conquistare la città costiera di Sirte, dalla quale sperano poi di poter portare avanti la liberazione dei territori a Est e a Sud, ricchi di risorse energetiche e attualmente sotto il controllo del governo di Tobruk.

A tal proposito, fonti mediatiche libiche, sulla base di fonti militari, hanno riferito, il 7 luglio, che l’esercito del GNA ha colpito alcune postazioni della città di al-Sokna, nella provincia di Jufra, occupate da mercenari di una compagnia privata russa, la cosiddetta Compagnia Wagner.  La notizia è stata confermata dal sito South Front, il quale ha riportato gli ultimi aggiornamenti sul campo alla giornata dell’8 luglio. Stando alle dichiarazioni delle forze tripoline, l’attacco contro al-Sokna ha causato la distruzione di sistemi di difesa di fabbricazione russa di tipo Pantsir S1, oltre all’uccisione di 3 mercenari russi e al ferimento di altri 7. Tuttavia, il portavoce del GNA, Muhammed Qanunu, ha negato la notizia relativa ad attacchi contro al-Jufra. Parallelamente, le forze aeree dell’esercito di Haftar hanno bombardato le aree ad Ovest di Sirte.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale. 

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.