L’Angola fa un passo indietro e accetta di conformarsi ai tagli OPEC

Pubblicato il 8 luglio 2020 alle 18:10 in Africa Angola

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L’Angola ha promesso all’OPEC di ottemperare ai tagli petroliferi concordati in sede internazionale e ha affermato che compenserà la sovrapproduzione dei mesi precedenti riducendo ulteriormente la produzione da luglio a settembre.

Due fonti interne allorganizzazione hanno riferito allagenzia di stampa Reuters che il Paese africano, dopo un’iniziale resistenza, ha deciso di volersi impegnare a migliorare il rispetto dei limiti fissati dal gruppo OPEC e dai suoi alleati e a compensare la sovrapproduzione di maggio e giugno tagliando di più nei prossimi 3 mesi. “L’Angola ha accettato di conformarsi allaccordo del Comitato misto di controllo ministeriale (JMMC)”, ha affermato una delle fonti, riferendosi allorgano di consulenza del gruppo OPEC +, che comprende i membri dellOPEC più i suoi partner internazionali. La sua prossima riunione del comitato, secondo i piani attuali, dovrebbe tenersi il 15 luglio.

Il JMMC è presieduto dall’Arabia Saudita e monitora l’adesione ai tagli petroliferi. Il gruppo ha fatto, di recente, pesanti pressioni sull’Angola e su altri Paesi accusati di aver ritardato nel rispetto delle riduzioni petrolifere, come Iraq, Kazakistan, Nigeria e Gabon, affinché si impegnino ad aderire al più presto agli standard internazionali.

A maggio, l’Angola ha pompato 1,28 milioni di barili di petrolio al giorno, secondo i dati dell’OPEC, 100.000 in più rispetto al suo obiettivo. A giugno ha ridotto la produzione a 1,24 milioni di barili al giorno, sulla base di un sondaggio Reuters, ma è rimasta sempre circa 60.000 barili al di sopra del target.

L’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio e i suoi alleati, guidati dalla Russia, che insieme formano il gruppo OPEC +, hanno concordato di ridurre la produzione di petrolio, a maggio, di circa 9,7 milioni di barili al giorno, dopo che la crisi del coronavirus ha distrutto un terzo della domanda globale. Da luglio, inoltre, i tagli dovrebbero ridursi a circa 7,7 milioni di barili al giorno, fino a dicembre.

Nonostante un parziale rimbalzo dei prezzi, il petrolio rimane ben al di sotto dei 55 dollari al barile ipotizzati nel bilancio nazionale originale per il 2020. Ai livelli attuali, ha affermato Thea Fourie, economista senior dell’Africa sub-sahariana presso IHS Markit in Centurion, in Sudafrica, saranno necessari ingenti adeguamenti fiscali tra cui tagli alla spesa pubblica e finanziamenti aggiuntivi per un disavanzo fiscale più ampio. “Le probabilità di non ottenere un sollievo sul debito da parte del G20 sono remote”, ha rassicurato Juvelino Domingos, economista di Luanda intervistato dalla rivista The Africa Report. A suo dire, l’Angola è in una posizione forte per ottenere la riduzione del debito, ma le autorità dovranno stare attente a usarla per razionalizzare le sue imprese statali.

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Chiara Gentili

di Redazione

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