La Grecia intercetta jet turchi e riporta 50 violazioni dello spazio aereo

Pubblicato il 8 luglio 2020 alle 16:44 in Grecia Turchia

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L’aviazione greca ha intercettato diversi jet turchi dopo che questi hanno sorvolato le regioni del Mar Egeo senza presentare prima un piano di volo.

È quanto ha reso noto l’agenzia stampa ellenica Greek Reporter, il 7 luglio, la quale ha poi aggiunto, citando una dichiarazione delle autorità militari di Atene, che gli aerei da combattimento turchi hanno commesso 50 nuove violazioni dello spazio aereo nazionale greco in una sola giornata, il 2 luglio.

Poiché non è stato sottoposto alcun piano di volo, tutti gli aerei turchi sono stati debitamente intercettati dall’esercito greco, in linea con le regole internazionali di ingaggio.

Il velivolo avvistato nella zona includeva otto F-16, quattro F-4 Phantom e un CASA/IPTN CN-235 a medio raggio, secondo l’agenzia stampa. Inoltre, tra i jet rilevati, quattro erano armati e, per tale ragione, l’aviazione greca ha ingaggiato un finto scontro aereo.

Nello specifico, i jet turchi hanno sorvolato l’interno delle regioni Nord-orientali, centrali e Sud-orientali del Mar Egeo, comprese le isole di Chio e Ikaria. Inoltre, Greek Reporter ha riportato che i 13 aerei hanno violato i regolamenti sull’uso dell’aria stabiliti dalla regione di Athens Flight Information.

Le intromissioni di Ankara nello spazio aereo greco si ripetono dallo scorso 16 gennaio e, da quel momento, i caccia F-16 della Turchia hanno più volte sorvolato numerose isole del Dodecaneso, tra cui Arki, Lisso, Farmaco, Gaidaro e Agathonisi, e le isole vicine, come Samo, LipsiChiosOinouses e Makronisi. Tali mosse sono state condannate in diverse occasioni dalla Grecia, la quale le considera come intromissioni non autorizzate nel proprio spazio aereo.  

Tuttavia, proprio tali isole sono state al centro delle accuse avanzate lo scorso 16 aprile dal ministro della Difesa turco, Hulusi Akar, il quale ha incolpato Atene di aver violato il diritto internazionale, data la presenza di militari nelle isole dell’Est dell’Egeo. Nello specifico, Akar ha contestato il mancato rispetto da parte della Grecia della clausola sulla demilitarizzazione delle isole del Dodecaneso, sancita dal Trattato di Losanna, firmato il 24 luglio 1923 dalla Turchia e dagli Alleati della Prima guerra mondiale, il quale pose fine al conflitto greco-turco.

Nonostante tale clausola, ha dichiarato AkarAtene mantiene la propria presenza militare sulle isole e, in aggiunta, sebbene abbia acque territoriali per 6 miglia, “sostiene di avere uno spazio aereo di 10 miglia”. Tali pretese, ha sottolineato Akar, sono contrarie sia al principio del buon vicinato sia al diritto internazionale.  

In maniera simile, a poche ore dal primo sorvolo dello scorso 16 gennaio, il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, aveva messo in dubbio la sovranità della Grecia su alcune isole dell’Egeo. Ankara aveva così chiesto l’avvio di un processo di dialogo per discutere tale tema, ma Atene aveva risposto che lo status giuridico del Mar Egeo e delle isole che ne fanno parte risulta disciplinato da trattati internazionali, motivo per cui “non vi è spazio per le dispute”.  

Le intromissioni della Turchia nello spazio aereo della Greciasostiene il quotidiano ellenico Ekathimerinisono da intendersi come una “indicazione della determinazione di Ankara di innalzare il clima di tensione con Atene, già messo a dura prova dalle controversie in materia di diritti minerari nel Mar Egeo, e dalle trivellazioni condotte dalla Turchia a largo delle coste di Cipro, oggetto di numerose contestazioni da parte della comunità internazionale sin dallo scorso 3 maggio, quando Ankara aveva inviato la nave Fatih a largo delle coste di Pafo, a Ovest dell’isola.

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Mariela Langone

 

di Redazione

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