Germania: Merkel presenta il piano per il semestre di presidenza europea

Pubblicato il 8 luglio 2020 alle 17:50 in Europa Germania

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La cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha lanciato un appello per l’unità e la solidarietà all’interno dell’Unione Europea per affrontare la pandemia di coronavirus, durante la presentazione del piano per il semestre di presidenza del Consiglio europeo della Germania, iniziato il primo luglio.

In un discorso tenuto al Parlamento di Bruxelles, l’8 luglio, Merkel ha chiesto sostegno per il controverso pacchetto di ripresa economica a livello europeo. “Credo nell’Europa. Sono convinta dell’Europa”, ha affermato la cancelliera. “Nessuno può superare questa crisi da solo. Siamo tutti vulnerabili”, ha aggiunto il capo di Stato tedesco. 

Il Relief Fund è un piano promosso dall’UE del valore di 750 miliardi di euro, da essere distribuiti agli Stati membri in parte sotto forma di prestito, e in parte a fondo perduto, al fine di fronteggiare le conseguenze economiche negative causate dal Covid-19. Tuttavia, tale progetto vede contrapposti i Paesi frugali del Nord, ovvero Danimarca, Paesi Bassi, Svezia e Austria, i quali sostengono che i prestiti concessi debbano essere restituiti del tutto, invece di essere erogati come sovvenzioni, ai propri partner più danneggiati, tra cui Italia, Spagna e Francia.

Tra i temi trattati, Merkel ha menzionato anche la questione Brexit. Su tale fronte, la Germania continuerà a insistere per siglare un nuovo accordo di partnership con il Regno Unito entro la fine del 2020, ma l’UE dovrebbe prepararsi per una scissione netta dal 2021, ha dichiarato la cancelliera.

“I progressi nei negoziati finora sono stati scarsi, per dirla diplomaticamente”, ha commentato il leader di Berlino al Parlamento europeo. “Abbiamo concordato con il Regno Unito di accelerare il ritmo dei colloqui … Continuerò a spingere per una buona soluzione, ma dovremmo anche prepararci per una possibilità di uno scenario no-deal”, ha  constatato Merkel. 

Finora, Londra ha respinto le pressioni dell’UE per impegnarsi a stringere accordi in settori che vanno dalla pesca all’armonizzazione degli standard di concorrenza secondo una “parità di condizioni”, poiché il primo ministro britannico, Boris Johnson, desidera solo firmare un’intesa commerciale più circoscritta.

In tale quadro, i funzionari britannici e dell’UE si riuniranno nel corso della settimana a Londra per ulteriori colloqui. Il capo negoziatore del blocco, Michel Barnier, dopo aver incontrato Johnson il 7 luglio, ha riferito che i 27 membri dell’Unione non cercheranno un accordo a qualunque costo. “Stiamo lavorando sodo per un accordo equo con il Regno Unito, anche per quanto riguarda la pesca e una parità di condizioni”, ha commentato il funzionario europeo. 

Questi elementi costituiscono due dei principali punti che hanno finora bloccato il raggiungimento di un’intesa comune nei colloqui tra il più grande blocco commerciale del mondo e la sua quinta economia più importante. Se non dovesse emergere alcun accordo, ne conseguirebbero significativi disagi commerciali e di viaggio.

A tal riguardo, sempre il 7 luglio, durante una chiamata con Merkel, Johnson ha rivelato che il Regno Unito porterà a termine il proprio periodo di transizione alla fine del 2020 secondo i cosiddetti “termini  australiani”, se fino ad allora nessuna intesa migliore sarà concordata.

L’espressione fa riferimento al fatto che l’Australia non ha concluso un accordo commerciale globale con l’UE. In tal senso, gran parte del commercio tra i due segue le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio, anche se sono in vigore diversi accordi specifici per alcune merci.

Il Regno Unito ha lasciato l’Unione Europea alle 23:00, ora locale, del 31 gennaio. Di fatto, Londra ha lasciato l’Unione, ma è entrata in un periodo di transizione che durerà per almeno 11 mesi, durante i quali i negoziatori dovranno definire le future relazioni tra il Regno Unito e l’Unione. Al momento, quindi, il rapporto tra il blocco e la Gran Bretagna è tutto da definire. In particolare, rimane da decidere l’eventuale adozione da parte di UE e Gran Bretagna di un accordo che faciliti il commercio, specie se di mercato unico. Un’intesa per rendere più agibile il commercio è probabile ma non certa. L’UE rimane il maggior partner commerciale del Regno Unito ed accedere al mercato unico è l’obiettivo finale del governo britannico.

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Mariela Langone

di Redazione

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