Egitto: istituito il Consiglio di sicurezza nazionale

Pubblicato il 8 luglio 2020 alle 12:20 in Africa Egitto

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Parlamento egiziano ha dato l’approvazione finale, il 6 luglio, a un progetto di legge introdotto dal governo volto ad istituire il Consiglio di sicurezza nazionale del Paese, il quale assegnerà nuovi compiti alle forze armate in caso di “pericolo imminente”. 

Secondo il disegno di legge, alla luce dell’articolo 200 della Costituzione del Cairo, il nuovo Consiglio e il Consiglio Supremo delle Forze Armate devono incontrare il presidente per prendere misure urgenti al fine di affrontare qualsiasi “pericolo imminente” contro lo Stato, la Costituzione, la sicurezza nazionale, l’integrità territoriale, il sistema repubblicano e l’unità nazionale.

Inoltre, stando a tale articolo, il presidente deve invitare il Consiglio a riunirsi nei casi elencati in precedenza e secondo la richiesta della metà del numero dei membri. Tra le persone da convocare rientrano inoltre il vice-presidente della nazione, il presidente del Senato e gli ex-presidenti scelti da quello in carica.

L’articolo stabilisce anche che i temi discussi dal Consiglio di sicurezza nazionale e dal Consiglio Supremo delle forze armate sia vincolato dal segreto di Stato. Le loro decisioni sono approvate a maggioranza e, in caso di parità, è il voto del presidente a determinare la vittoria dell’uno o dell’altro.

Parallelamente, il Parlamento egiziano ha approvato un progetto di legge che vieta agli ufficiali delle forze armate, compresi quelli in pensione e attualmente in servizio, di essere nominati per le elezioni presidenziali, locali o legislative, tranne se questi ultimi hanno ricevuto l’approvazione del Consiglio Supremo delle forze armate.

Gli emendamenti includono anche la nomina di un consulente militare per ogni governatorato, e un numero sufficiente di assistenti nominati dal ministro della Difesa.

Tali riforme rientrano in un quadro di emendamenti costituzionali annunciati dal presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, nel 2019, e approvati prima dal Parlamento il 16 aprile, e successivamente da un referendum popolare svoltosi dal 20 al 22 aprile dello stesso anno. Tra le proposte votate, oltre all’istituzione del Senato, figura l’estensione del mandato presidenziale da 4 a 6 anni, e la possibilità per al-Sisi di ricandidarsi alle prossime elezioni del 2024, permettendo così al leader egiziano di restare in carica fino al 2030.

Da un lato, i suoi sostenitori ritengono che tali cambiamenti siano necessari per dare più tempo al presidente per completare alcuni importanti progetti di sviluppo e riforme economiche avviate durante l’attuale mandato. Dall’altro, i suoi critici sono del parere che le modifiche concentreranno sempre più potere nelle mani del leader, già accusato da numerosi gruppi per la difesa dei diritti umani di ripetute repressioni alle libertà.

Nello specifico, lo scorso 14 giugno, il Parlamento egiziano ha approvato modifiche a tre leggi elettorali del Paese, che codificano la composizione della Camera dei Deputati, l’esercizio dei diritti politici, e l’attività del Comitato elettorale nazionale (NEC). Successivamente, lo scorso 15 giugno, i deputati del Cairo hanno approvato un iniziale disegno di legge che getta le basi per l’istituzione di una seconda camera parlamentare, il Senato. Stando al disegno di legge, il Senato sarà composto da 300 membri, di cui un terzo da eleggere attraverso il sistema di candidatura individuale e un terzo attraverso il sistema di lista chiusa. I restanti 100 saranno nominati dal presidente egiziano. Le circoscrizioni per il sistema di candidatura individuale previste saranno 27, mentre quelle per la lista chiusa 4. Il mandato durerà cinque anni e inizierà a partire dalla prima riunione del Senato. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Mariela Langone

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.