Amnesty accusa l’esercito del Myanmar di bombardamenti indiscriminati

Pubblicato il 8 luglio 2020 alle 13:00 in Asia Myanmar

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L’esercito del Myanmar ha causato la morte di decine di civili, compresi bambini, con attacchi aerei indiscriminati negli stati occidentali di Rakhine e Chin, a marzo e aprile. 

In un rapporto pubblicato l’8 luglio, Amnesty International ha dichiarato di aver raccolto nuove prove che mostrano che l’esercito del Myanmar, noto anche come Tatmadaw, ha bombardato villaggi nello Stato di Chin a marzo e aprile del 2020, uccidendo più di una decina di persone. Un testimone ha riferito al gruppo che un raid aereo nel distretto di Paletwa, il 14 e 15 marzo, ha ucciso suo zio, suo fratello e un altro ragazzo di 16 anni. Inoltre, 2 persone di un’altra famiglia nello stesso villaggio hanno riferito che 9 persone, tra cui un bambino di 7 anni, sono state uccise in bombardamento, in quei giorni. “La nostra famiglia è distrutta”, ha dichiarato il padre del ragazzo ad Amnesty.

In un’altra serie di raid aerei a Paletwa il 7 aprile, 7 persone sono state uccise e 8 ferite, secondo il rapporto, che citano la testimonianza di un contadino. Gli attacchi indiscriminati, che secondo Amnesty rappresentano crimini di guerra, si sono verificati in un momento caratterizzato dall’aumento di combattimenti tra le forze armate del Paese e il gruppo armato noto come Esercito di Arakan di Rakhine. Il conflitto si è intensificato a partire da gennaio del 2019, a seguito di un attacco alle postazioni di polizia, e si è aggravato a marzo dopo che il governo del Myanmar ha ufficialmente definito il gruppo un’organizzazione terroristica. L’Esercito di Arakan rappresenta “un pericolo per la legge e l’ordine, la pace e la stabilità del Paese e la quiete pubblica”, ha riferito.

L’Esercito di Arakan, che recluta i propri membri per lo più dalla maggioranza buddista del Paese, sta combattendo a Rakhine per una maggiore autonomia delle regioni occidentali dal governo centrale. Gli Arakanesi, che rappresentano il gruppo etnico di maggioranza nello stato di Rakhine, costituiscono circa il 5% della popolazione totale. I ribelli, la maggior parte dei quali facenti parte del gruppo armato dell’Esercito di Arakan, perseguono l’obiettivo prioritario dell’autodeterminazione del popolo arakanese. Nel novembre 2019, sono stati contati circa 20.000 seguaci dell’Esercito, diventato uno dei maggiori gruppi armati di ribelli etnici del Myanmar.   

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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