Afghanistan: nuovi attacchi mirati contro la polizia

Pubblicato il 8 luglio 2020 alle 10:37 in Afghanistan Asia

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L’esplosione di una mina lungo una strada, nella provincia orientale di Ghazni, ha causato la morte di un ufficiale di polizia, la mattina dell’8 luglio. Lo stesso giorno, un attentato suicida ha colpito il quartier generale della polizia di Kandahar. 

Il capo della polizia distrettuale di Ghazni, Habibullah, è stato ucciso dall’esplosione di una mina sulla strada. L’incidente è avvenuto mentre l’uomo stava raggiungendo le forze di sicurezza impegnate in uno scontro con i talebani. I militanti islamisti avevano attaccato diversi checkpoint di sicurezza nell’area di Deh Yak e si sono scontrati con le forze di sicurezza. 

Nella stessa mattinata, almeno 3 poliziotti sono stati uccisi, e altri 18 sono rimasti feriti, in un attacco suicida presso il quartier generale della polizia di Kandahar. L’incidente è avvenuto alle 4:00 del mattino nel distretto di Shah Wali Kot, quando un attentatore si è fatto esplodere vicino al quartier generale della polizia. Bahir Ahmad, portavoce del governatore provinciale, ha dichiarato: “Avevamo informazioni su un possibile attacco al quartier generale della polizia e le forze di sicurezza erano preparate. L’attentatore è stato colpito prima che raggiungesse il suo obiettivo, ma si è comunque fatto esplodere”. Molti dei feriti sono civili e nessun gruppo, al momento, ha rivendicato l’assalto. 

Nonostante gli sforzi diplomatici interni e regionali, l’Afghanistan continua ad essere sconvolto dalle violenze. Inoltre, gli USA, che rappresentano il principale alleato dell’attuale governo, stanno affrontando una serie di problematiche per quanto riguarda la loro permanenza nel Paese. Il 26 giugno, il New York Times ha riferito che l’intelligence degli Stati Uniti aveva concluso che un’unità militare russa aveva offerto ai talebani una serie di ricompense per attacchi riusciti contro soldati statunitensi. Si ritiene che i militanti islamisti avessero raccolto una discreta somma di denaro in questo modo. Il 27 giugno, la Casa Bianca e il direttore dell’Intelligence Nazionale hanno smentito tali informazioni. Anche il Ministero degli Esteri russo ha negato la versione del Times. Il 28 giugno, il giornale ha quindi pubblicato un nuovo articolo in cui si afferma che l’intelligence e gli agenti delle operazioni speciali statunitensi in Afghanistan avevano avvisato i propri superiori già a gennaio del 2020 riguardo alla condotta della Russia e al pagamento di ricompense per effettuare attacchi contro cittadini statunitensi. 

L’Afghanistan è caratterizzato da un clima di instabilità da decenni. I talebani si sono affermati come gruppo dominante in seguito al crollo del regime sovietico, per poi porsi alla guida di gran parte del Paese dal 1996, dopo la fine di una sanguinosa guerra civile tra gruppi militanti locali. Le truppe statunitensi, nel 2001, si sono installate nel Paese, con l’obiettivo di ribaltare le autorità di Kabul, allora sostenute dai talebani, che avevano fornito asilo ad al-Qaeda, durante la pianificazione degli attentati dell’11 settembre 2001. Con l’invasione di Washington e l’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Il 29 febbraio 2020, gli Stati Uniti e i talebani hanno firmato uno “storico” accordo di pace a Doha, in Qatar. Tuttavia, tale intesa non ha portato ancora la stabilità nel Paese, sconvolto dalle violenze e fortemente diviso.

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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