Rischio default: l’Argentina prolunga i negoziati con i creditori

Pubblicato il 7 luglio 2020 alle 9:36 in America Latina Argentina

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Il governo dell’Argentina ha annunciato una nuova offerta migliorata per ristrutturare il debito estero e ha prolungato il periodo di negoziazione con i creditori fino al 4 agosto prossimo.

La nuova proposta del governo propone riduzioni di capitale, aumenti delle cedole e scadenze più brevi sui nuovi titoli offerti, come riportato dal ministero dell’economia in una nota.

Il presidente del Paese australe, Alberto Fernández, ritiene che quest’ultimo movimento sia “il massimo sforzo” che l’Argentina può permettersi e si è detto fiducioso che “i colloqui, che sono ben avviati, finiranno bene”.

La modifica alla proposta di scambiare obbligazioni per 66,2 miliardi di dollari, resa ufficiale il 22 aprile, è stata presentata lunedì davanti alla Commissione per i titoli degli Stati Uniti (SEC) e, secondo il Ministero dell’Economia argentino, prevede “ulteriori impegni che dimostrano la buona fede e la volontà della Repubblica di rimanere impegnati nei confronti della comunità finanziaria internazionale, che può avere un ruolo importante nella ripresa economica dell’Argentina”.

Il governo argentino offre anche un’obbligazione in dollari statunitensi con scadenza nel 2030 o un’obbligazione in euro con la stessa scadenza che sarà consegnata come corrispettivo per gli interessi maturati e non pagati dall’ultima data in cui gli interessi sono stati pagati in virtù di obbligazioni esigibili fino allo scorso 22 aprile.

La recessione economica che colpisce l’Argentina da oltre due anni si è intensificata a causa delle restrizioni adottate dal governo dal 20 marzo per contenere la trasmissione della pandemia di coronavirus, con misure che hanno quasi paralizzato l’attività economica nel paese sudamericano.

I negoziati con gli obbligazionisti, principalmente grandi fondi di investimento, hanno attraversato momenti di tensione dovuti al divario tra la proposta argentina e le aspirazioni dei creditori, nonché alle differenze sulle questioni legali.

La prima proposta di ristrutturazione presentata in aprile prevedeva di iniziare a pagare il debito nel 2023, con una riduzione del 5,4% sul capitale dovuto e una riduzione degli interessi del 62%. Questa offerta iniziale è stata valutata in 40 dollari per ogni 100 $ di debito da ristrutturare, lontano dai 60 dollari richiesti originariamente dai creditori.

“Qui, a qualcuno non viene nemmeno chiesto di perdere, ma di smettere di guadagnare ciò che stavano guadagnando in eccesso. Il governo precedente ha emesso titoli a condizioni insolite, condizioni che il resto del mondo non ha mai fornito, e ha permesso profitti a quei creditori che nessuno permette. Sto chiedendo loro di guadagnare se guadagnano nel mondo, non di guadagnare perché Macri li ha lasciati guadagnare” – ha detto Fernández domenica 5 luglio.

L’Argentina è già entrata in una procedura di default selettivo a maggio per il mancato pagamento di varie scadenze di interessi sul proprio debito e il governo sta accelerando i negoziati di ristrutturazione per impedire ai creditori di decidere di accelerare il rimborso del debito e avviare un’azione legale.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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