Repubblica Democratica del Congo: quasi 800 civili uccisi in 18 mesi

Pubblicato il 7 luglio 2020 alle 14:43 in Africa Rep. Dem. del Congo

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Un gruppo armato della Repubblica Democratica del Congo (RDC), noto come Allied Democratic Forces (ADF), ha intensificato gli attacchi negli ultimi 18 mesi, causando la morte di quasi 800 civili, secondo le Nazioni Unite. 

In un rapporto pubblicato il 6 luglio, l’Ufficio Congiunto per i Diritti Umani delle Nazioni Unite (UNJHRO) nel Paese ha documentato una serie di violazioni dei diritti umani “diffuse, sistematiche ed estremamente brutali” da parte del gruppo armato. Il report afferma che tra il primo gennaio 2019 e il 30 giugno 2020, 793 persone sono state uccise dai combattenti dell’ADF nelle province Nord-orientali di Kivu e Ituri. 

Secondo il documento, gli aggressori hanno usato armi pesanti durante gli attacchi contro i villaggi, tra cui fucili e mortai AK47, ma anche machete e coltelli. Questi hanno spesso incendiato abitazioni, distrutto centri sanitari e scuole e rapito e reclutato uomini, donne e bambini. “Nella maggior parte dei casi, i mezzi e il modus operandi degli attacchi indicano una chiara intenzione di non lasciare sopravvissuti”, afferma il rapporto. Secondo il diritto internazionale, le violazioni dei diritti umani e le violazioni del diritto internazionale umanitario commesse dai combattenti dell’ADF potrebbero costituire, per loro natura e portata, crimini contro l’umanità e crimini di guerra. 

Le ADF sono nate in Uganda per condurre offensive contro il presidente Yoweri Museveni. Più tardi, durante le guerre del Congo degli anni ’90, il gruppo si è esteso nella provincia settentrionale di Kivu, al confine tra l’Uganda e la Repubblica Democratica del Congo. Le truppe congolesi avevano rivendicato una serie di successi nella regione, affermando di aver distrutto tutte le roccaforti delle ADF nella foresta intorno a Beni e di aver ucciso 5 dei suoi 6 leader, durante il 2018. Secondo quanto stimato dalle Nazioni Unite, il numero di combattenti delle ADF si aggirava intorno alle 450 unità, alla fine del 2018. 

Il presidente Felix Tshisekedi, a dicembre del 2019, aveva annunciato di aver inviato altri 22.000 soldati a combattere contro i ribelli della regione di Beni, incluse le forze speciali. Tuttavia, dopo una serie di violenze durante il 2020, l’agenzia di monitoraggio Kivu Security Tracker ha specificato, il 26 maggio, che “le ADF non sono ancora state del tutto smantellate”. Il 29 gennaio, gli Stati Uniti hanno imposto pesanti sanzioni sui leader delle Forze Democratiche Alleate, accusati di aver compiuto abusi e violazioni dei diritti umani, come stupri di massa, torture e uccisioni.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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