Regno Unito: sanzioni contro russi e sauditi per i diritti umani

Pubblicato il 7 luglio 2020 alle 10:50 in Europa UK

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La Gran Bretagna ha imposto sanzioni contro 25 cittadini russi e 20 sauditi, il 6 luglio, come parte di alcune misure volte a fermare quello che il ministro degli Esteri inglese, Dominic Raab, ha definito riciclaggio di “denaro di sangue”.

Dopo aver lasciato l’Unione Europea lo scorso 31 gennaio, il primo ministro di Londra, Boris Johnson, ha deciso di voler far assumere al il proprio Paese una nuova linea indipendente nell’ambito degli affari esteri e commerciali, e tali sanzioni rappresentano la prima mossa che il Regno Unito ha potuto compiere autonomamente per imporre il congelamento di beni e divieti di visto.

Raab ha esercitato molta pressione affinché fossero approvate sanzioni severe e ha esposto i nomi di battesimo degli individui interessati in Parlamento, tra cui i cittadini russi che secondo la Gran Bretagna sono stati coinvolti nel maltrattamento e nella morte dell’avvocato Sergei Magnitsky, e dei sauditi legati alla morte del giornalista Jamal Khashoggi.

Da parte sua, la Russia si è espressa affermando che avrebbe risposto alle nuove misure, mentre l’ufficio stampa del governo saudita e il ministero degli Esteri del Paese non hanno replicato alla richiesta di commento.

“Se sei un cleptocrato o un criminale organizzato, non sarai in grado di riciclare il tuo denaro sporco di sangue in questo Paese”, ha dichiarato Raab al Parlamento. “Oggi questo governo invia un messaggio molto chiaro a nome del popolo britannico, che coloro i quali hanno le mani sporche di sangue, i teppisti e i despoti, gli scagnozzi e i dittatori, non saranno liberi di entrare in questo Paese per comprare proprietà sulla King’s Road, per fare la spesa di Natale a Knightsbridge, o per travasare apertamente denaro sporco attraverso banche britanniche o altre istituzioni finanziarie”, ha aggiunto il ministro inglese.

Nel corso degli anni, investitori provenienti da Russia, Cina e Medio Oriente hanno versato miliardi di sterline a Londra, acquistando beni in diversi settori, da proprietà immobiliari di lusso a intere aziende, ma la provenienza di una parte di tale ricchezza è stata messa in discussione da alcuni attivisti, i quali ne discutono la trasparenza.

Il nome russo di maggiore spicco all’interno della lista presentata da Raab è Alexander Bastrykin, il cui comitato investigativo riferisce direttamente al presidente di Mosca, Vladimir Putin. Bastrykin è stato inserito anche nella lista nera dagli Stati Uniti e dal Canada per la morte di Sergei Magnitsky, un avvocato russo arrestato nel 2008 dopo aver sostenuto che i funzionari del Paese fossero coinvolti in frodi fiscali su larga scala. Magnitsky è morto in una prigione di Mosca nel 2009 dopo aver lamentato maltrattamenti.

A tal proposito, un cliente di Magnitsky, Bill Browder, il quale ha condotto una campagna pubblica per denunciare la corruzione e punire i funzionari russi ritenuti colpevoli per la morte dell’avvocato, ha accolto la mossa di Londra come “un’enorme pietra miliare nella nostra campagna per la giustizia per Sergei Magnitsky”.

“È particolarmente scandaloso che gli alti rappresentanti della Procura Generale e del Comitato Investigativo della Federazione Russa, nonché i giudici, siano stati inclusi nella lista delle sanzioni”, ha invece commentato un portavoce dell’ambasciata russa a Londra.

Parallelamente, Raab ha annunciato sanzioni contro 20 cittadini sauditi che la Gran Bretagna ritiene siano coinvolti nella morte di Jamal Khashoggi, dopo che anche altri Paesi occidentali hanno preso provvedimenti contro i funzionari arabi. In tale vicenda, un tribunale saudita ha fatto cadere le accuse contro due indagati, un ex-consigliere reale saudita, Saud al-Qahtani, e un ex-vice capo dei servizi segreti, Ahmed al-Asiri. Altri 11 sospetti sono stati processati il 23 dicembre 2019 per l’omicidio, di cui 5 sono stati condannati a morte.
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Mariela Langone

 

di Redazione

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