Inviato USA arriva in Corea del Sud, ma Pyongyang rifiuta il dialogo

Pubblicato il 7 luglio 2020 alle 18:54 in Corea del Nord USA e Canada

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Un inviato degli Stati Uniti è arrivato in Corea del Sud, il 7 luglio, nel tentativo di avviare nuovi colloqui con la Corea del Nord. Poche ore prima, Pyongyang ha affermato di non aver intenzione di dialogare con i rappresentanti degli USA. 

Le autorità nordcoreane hanno anche aggiunto che Seul dovrebbe “smettere di intromettersi”. Intanto, il sottosegretario di Stato degli Stati Uniti, Stephen Biegun, che ha già condotto colloqui con la Corea del Nord, è atterrato in una base militare statunitense a Sud di Seul, secondo quanto riferito dai media. Il rappresentante degli USA deve incontrare i funzionari sudcoreani l’8 e il 9 luglio. Tuttavia, il 7 luglio, Kwon Jong Gun, direttore generale per i rapporti con gli Stati Uniti presso il Ministero degli Esteri della Corea del Nord, ha accusato la Corea del Sud di aver frainteso una dichiarazione nordcoreana e ha respinto una “voce prematura” su un possibile vertice tra il leader Kim Jong Un e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

La Corea del Nord aveva dichiarato, il 4 luglio, che un nuovo incontro non è necessario, dopo che il presidente sudcoreano Moon Jae-in, che si è offerto in numerose occasioni di mediare tra i due leader, aveva suggerito che questi si sarebbero incontrati di nuovo prima delle elezioni statunitensi di novembre. Trump e Kim si erano incontrati per la prima volta il 12 giugno 2018 a Singapore, quando avevano concordato una reciproca collaborazione per smantellare il programma nucleare nordcoreano in cambio della rimozione delle sanzioni internazionali che pesano su di esso. Successivamente, il 28 febbraio 2019 si era tenuto il loro secondo incontro a Hanoi, in Vietnam, ma in quell’occasione i colloqui tra le parti si erano interrotti inaspettatamente a causa di un disaccordo sulle sanzioni che aveva portato alla brusca conclusione dell’evento. Dopo qualche mese di stallo, Kim e Trump si erano nuovamente visti nella zona demilitarizzata al confine tra le due Coree il 30 giugno 2019, quando il presidente americano è simbolicamente entrato in Corea del Nord.

Da allora, tentativi di dialogo bilaterale erano ripresi il 5 ottobre dello stesso anno ma, in seguito, si erano nuovamente interrotti e da allora sono stati incerti fino allo scorso 21 gennaio. In tale data il consigliere della missione della nordcoreana presso le Nazioni Unite a Ginevra, Ju Yong Chol, ha dichiarato che negli ultimi due anni il proprio Paese ha interrotto test nucleari e lanci di missili per andare in contro alle richieste degli USA, i quali, di risposta, hanno tenuto esercitazioni militari con la Corea del Sud e hanno insistito con il mantenimento delle sanzioni per bloccare lo sviluppo del Paese, ostacolando anche il suo sistema politico. Di conseguenza, la Corea del Nord non si è più ritenuta vincolata a nessun accordo con gli USA e ha condotto più lanci missilistici nei mesi di marzo e aprile 2020.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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