Germania: Deutsche Telekom smentisce il rafforzamento della partnership con Huawei

Pubblicato il 7 luglio 2020 alle 9:48 in Cina Germania

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Il quotidiano tedesco Handelsblatt, ripreso da Reuters, citando alcuni documenti interni ha riportato, il 7 luglio, la notizia che la compagnia di telecomunicazioni della Germania Deutsche Telekom ha intensificato il proprio rapporto d’affari con il colosso cinese Huawei, nonostante gli avvertimenti delle autorità di sicurezza di Berlino. Tuttavia, nel corso stessa giornata, la società di Berlino ha smentito tale dichiarazione, affermando che quanto rivelato da Handelsblatt è “contrario alla realtà”. Viceversa, un portavoce di Deutsche Telekom ha reso noto che negli ultimi tre anni la partnership con Huawei è addirittura diminuita.

A detta del quotidiano tedesco, Telekom opera in una dozzina di mercati europei, e dipende in larga misura alle apparecchiature di Huawei. Nello specifico, l’azienda tedesca ha fatto affidamento su Huawei come fornitore per la propria rete 5G, l’espansione a banda larga, il servizio cloud e l’offerta televisiva. Inoltre, secondo Handelsblatt, in precedenza le due compagnie avevano accettato di contare sempre di più su componenti di rete “US-free” per il 5G di Telekom, e la società di Berlino aveva altresì chiesto a Huawei di offrire un vantaggio tecnologico alla Germania rispetto ai propri concorrenti, per garantire la leadership tedesca nella rete 5G.

Nell’ambito delle regolamentazioni del settore delle telecomunicazioni, la compagnia tedesca si è opposta a qualsiasi divieto generalizzato per i fornitori stranieri di apparecchiature di rete, affermando che un’eventuale restrizione ridurrebbe la propria flessibilità in tale ambito.

Tuttavia, l’esecutivo di coalizione della cancelliera della Germania, Angela Merkel, risulta ancora diviso sulle linee guida per i fornitori stranieri, con alcuni legislatori i quali sostengono che Huawei rappresenti una minaccia per la sicurezza nazionale e vogliono escluderlo del tutto dalle reti del proprio Paese. Nonostante tutto, la discussione delle regole per l’installazione di componenti in futuro 5G rete di comunicazione mobile, secondo quanto reso noto dal governo tedesco lo scorso 25 giugno, non avverrà prima del prossimo settembre, in quanto il Bundestag ha tenuto l’ultima sessione prima della pausa estiva il 3 luglio.

In tale quadro, i principali alleati di Berlino, come Parigi e Londra, stanno gradualmente prendendo le distanze da Huawei. In particolare, nonostante la Francia non abbia imposto un divieto totale sull’utilizzo delle attrezzature del colosso cinese, le autorità locali stanno sollecitando le proprie aziende ad evitare di usufruire dei servizi di Huawei. La scelta di Parigi arriva dopo l’esortazione, da parte del governo statunitense nei confronti dei propri alleati, ad escludere la società cinese dalle reti di comunicazione di prossima generazione dell’Occidente, sostenendo che Pechino potrebbe servirsene per attività di spionaggio. Da parte sua, Huawei ha negato tali accuse. Ciò nonostante, l’azienda cinese è stata inserita alla “lista delle entità” del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, il 16 maggio 2019, sulla base di problemi alla sicurezza nazionale, dopo che Washington ha accusato Huawei di aver violato le sanzioni statunitensi contro l’Iran e di poter spiare i propri clienti.

Per quanto riguarda il Regno Unito, lo scorso 28 gennaio, Johnson aveva permesso a Huawei un ruolo limitato nella rete 5G di Londra, vietando la fornitura di kit per le “parti sensibili” della rete, note come il nucleo, e consentendo solo il 35% di kit nella rete periferica, che comprende le antenne radio. Inoltre, la società cinese sarebbe rimasta esclusa dalle aree vicine alle basi militari e ai siti nucleari. Per giustificare tale decisione, il primo ministro inglese aveva sottolineato “l’importanza di Paesi simili che lavorano insieme per diversificare il mercato e rompere il dominio di un piccolo numero di aziende”. Tuttavia, una nuova analisi del National Cyber Security Centre del Government Communications Headquarters (GCHQ), il quale ha riconsiderato le valutazioni fornite in precedenza in merito al fatto che i rischi posti dalle tecnologie del colosso cinese potessero essere gestiti in sicurezza, ha segnato un cambio di posizione di Londra, i cui funzionari di governo starebbero elaborando proposte per interrompere entro sei mesi l’istallazione di nuove strumentazioni Huawei nella propria rete 5G e per accelerare la rimozione delle tecnologie già impiegate.

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Mariela Langone

 

di Redazione

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