Francia: annunciato il nuovo governo del primo ministro Jean Castex

Pubblicato il 7 luglio 2020 alle 12:01 in Europa Francia

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La nuova squadra di governo francese guidata del primo ministro Jean Castex è stata rivelata da un portavoce dell’Eliseo nella tarda serata del 6 luglio, dopo una lunga riunione tra il presidente, Emmanuel Macron, e il neo premier.

Il governo Castex è composto da 17 donne e 14 uomini, e conta 16 ministri, 14 ministri delegati e un Segretario di Stato, portavoce del governo. Riguardo agli equilibri di partito, questi ultimi propendono verso la destra, nonostante una parte importante dell’esecutivo provenga dalla società civile.

Tra i principali cambiamenti vi è la sostituzione del ministro dell’Interno, Christophe Castaner, con Gérald Darminin, uno dei membri più giovani del precedente governo guidato da Edouard Philippe, ora promosso alla guida di un dicastero. La permanenza di Castaner agli Interni ha coinciso con un’ondata di proteste negli Stati Uniti, estesasi poi anche in Francia, per la presunta brutalità della polizia in seguito alla morte del cittadino afroamericano George Floyd. In tale occasione, le forze dell’ordine francesi avevano dichiarato di sentirsi “abbandonate” dal governo e non più rappresentate da Castaner, poiché l’ex-ministro, per distendere le tensioni causate dalle manifestazioni, aveva proposto di vietare l’uso della presa al collo durante l’arresto da parte della polizia. 

Alcune mosse segnalate come grandi sorprese dai media francesi, sono stata la nomina dell’avvocato di difesa criminale ed ex-sostenitore del Partito Socialista, Edic Dupond-Moretti, come Procuratore Generale, e quella dell’ex-ministro della Sanità, Roselyne Bachelot, trasferito alla Cultura, in quanto ritenute figure molto note al grande pubblico e in controtendenza rispetto al resto dell’esecutivo, composto principalmente di “tecnocrati”.

Tale rimpasto non ha riguardato tuttavia i principali Ministeri di Parigi, i quali sono rimasti invariati. Nello specifico, sono 9 i ministri che hanno conservato il proprio portafoglio, talvolta con qualche aggiustamento, tra cui Bruno Le Maire all’Economia, Florence Parly alla Difesa, Jean-Yves Le Drian agli Esteri e Olivier Véran alla Salute.

Jean Castex è stato nominato primo ministro il 3 luglio, in seguito alle dimissioni del suo predecessore, Edouard Philippe. Il neo premier, 55 anni, è un alto funzionario e sindaco locale che ha orchestrato la strategia di uscita dal coronavirus della Francia, proviene dal centro-destra dello spettro politico francese e ha servito per due anni come secondo ufficiale di grado più alto nel palazzo dell’Eliseo durante la presidenza di Nicolas Sarkozy.

In tale quadro, un funzionario dell’Eliseo ha descritto Castex come un alto funzionario la cui esperienza nella politica locale aiuterà Macron a connettersi con la Francia provinciale, in quanto appartenente all’ala più interventista e socialmente orientata del centro-destra francese.

Nonostante la presidenza di Parigi non abbia fornito alcun motivo sulla decisione di un rimpasto dell’esecutivo, tale mossa era stato ampiamente prevista dagli analisti in seguito alla promessa di Macron di tracciare un nuovo corso per gli ultimi due anni del proprio mandato. 

Diversi interrogativi sul futuro di Philippe erano emersi già a metà giugno, quando Macron aveva dichiarato di voler “reinventare” la propria presidenza, a favore di una traiettoria più “verde”.

Tale mossa arriva dopo la sconfitta del presidente di Parigi e del suo partito nel secondo round delle elezioni municipali a livello nazionale, il 28 giugno. In particolare, tali votazioni hanno rivelato un crescente sostegno per il partito Verde e hanno sottolineato i problemi di Macron con gli elettori di sinistra. L’unico successo per l’esecutivo è stata la vittoria di Philippe nella città portuale settentrionale di Le Havre.

La Francia ha un sistema di governo definito semi-presidenziale, in cui il presidente, eletto direttamente dal popolo, è il capo dell’esecutivo e solitamente è il principale motore politico. Il primo ministro e l’esecutivo sono invece responsabili davanti al Parlamento, sono nominati dal presidente e gestiscono le questioni quotidiane del governo. In tale contesto, secondo i suoi collaboratori più stretti, Macron vuole riposizionarsi sullo spettro politico in vista delle prossime elezioni presidenziali, fissate tra l’8 e il 23 aprile 2022.

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Mariela Langone

di Redazione

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