Autorità turche fermano un’imbarcazione di profughi diretta in Europa

Pubblicato il 7 luglio 2020 alle 20:33 in Immigrazione Turchia

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Quasi 300 profughi sono stati fermati nella Turchia occidentale per aver tentato di raggiungere l’Europa illegalmente, secondo quanto riferito da una fonte interna alle forze di sicurezza, il 7 luglio.

Le autorità turche hanno fermato un totale di 276 richiedenti asilo che si trovavano su una barca al largo della costa di Smirne. Otto di questi sono stati arrestati con l’accusa di contrabbando di esseri umani. Sull’imbarcazione si trovavano cittadini afgani, bengalesi, siriani, somali e iraniani che erano stati radunati a Smirne da diverse località della Turchia. Durante l’operazione, le squadre di sicurezza hanno trovato almeno 46 donne e 59 bambini in uno scompartimento chiuso sulla barca. Alcuni di questi avevano difficoltà a respirare.

A causa della sua posizione geografica e dei conflitti nelle regioni vicine, la Turchia è stata una delle principali rotte per i richiedenti asilo che cercano di iniziare una nuova vita in Europa. Il Paese ospita quasi 4 milioni di siriani, fuggiti dalla guerra civile ancora in corso. Inoltre, nell’ambito di un accordo siglato da UE e Turchia, il 18 marzo 2016, Ankara aveva accettato di bloccare il flusso di rifugiati e migranti verso l’Europa in cambio di 6 miliardi di euro di aiuti. Il governo turco, tuttavia, aveva affermato di aver ricevuto solo una parte del sostegno finanziario promesso. Di conseguenza, a seguito di un attacco contro le postazioni militari turche in Siria e dell’aumento dei rifugiati siriani verso il confine con la Turchia, il 29 febbraio, il presidente di Ankara, Recep Tayyip Erdogan, aveva dato l’ordine di aprire le frontiere e di non bloccare più i migranti, soprattutto siriani.

A seguito di tale crisi migratoria, particolarmente grave per la Grecia, i rappresentanti europei hanno lanciato una serie di colloqui con il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavosuglu, per trovare il modo di ristabilire l’accordo del 2016. Da parte sua, Erdogan ha avviato i negoziati con il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, e il presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Leyen. Il 23 marzo, Borrell ha affermato che la situazione al confine turco-greco stava migliorando. “Dobbiamo continuare con l’accordo”, ha affermato, sostenendo che tale opzione è nell’interesse reciproco di entrambe le parti.

Intanto, le autorità turche hanno riferito che, dal 27 febbraio al 17 marzo, circa 147.132 richiedenti asilo hanno attraversato la Grecia attraverso 2 check points a Edirne, una città situata al confine occidentale della Turchia. La dichiarazione del governatorato di Edirne recitava: “Sono morti 3 richiedenti asilo, 214 sono stati feriti negli attacchi delle forze di sicurezza greche con gas, bombe esplosive, proiettili di gomma e proiettili veri”. Inoltre, altri 206 individui sarebbero stati dimessi dagli ospedali dopo il trattamento dovuto agli scontri con la polizia, mentre 8 di loro sono ancora in cura. Durante questo periodo, 7.096 richiedenti asilo sono stati ricoverati in ospedale. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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