Attentato suicida e operazione militare nel Nord-Est dell’Afghanistan

Pubblicato il 7 luglio 2020 alle 14:19 in Afghanistan Asia

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Un attentato suicida ha colpito la provincia Nord-orientale di Nangarhar, il 7 luglio. Lo stesso giorno, le forze armate afghane hanno effettuato un’operazione militare nella poco distante provincia di Baghlan. 

Il portavoce del governatore di Nangarhar, ha dichiarato che Mir Zaman, comandante della polizia locale, è stato ucciso quando un attentatore suicida ha fatto esplodere il proprio veicolo in un mercato. Anche due delle guardie del comandante sono morte nell’incidente e altre 10 persone sono rimaste ferite. Al momento, nessuno gruppo ha rivendicato la responsabilità di tali assalti. 

Lo stesso giorno, almeno 15 talebani sono stati uccisi in un’operazione delle forze aeree e di terra dell’esercito afghano nella provincia settentrionale di Baghlan, secondo quanto riferito dai funzionari locali. L’attacco ha colpito l’autostrada tra le città di Pul-e-Khumri e Samangan, dopo che gli insorti avevano attaccato e bloccato l’autostrada per diverse ore, il 6 luglio. Sono intervenuti l’esercito, la Direzione Nazionale di Sicurezza (NDS), le forze di polizia e le forze speciali. Anche Qari Juma Gul, un leader talebano, è deceduto nell’operazione, secondo le autorità afghane. Da parte loro, i militanti islamisti non hanno ancora commentato l’attacco. 

L’Afghanistan è caratterizzato da un clima di instabilità da decenni. I talebani si sono affermati come gruppo dominante in seguito al crollo del regime sovietico, per poi porsi alla guida di gran parte del Paese dal 1996, dopo la fine di una sanguinosa guerra civile tra gruppi militanti locali. Le truppe statunitensi, nel 2001, si sono installate nel Paese, con l’obiettivo di ribaltare le autorità di Kabul, allora sostenute dai talebani, che avevano fornito asilo ad al-Qaeda, durante la pianificazione degli attentati dell’11 settembre 2001. 

Con l’invasione di Washington e l’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Il 29 febbraio 2020, gli Stati Uniti e i talebani hanno firmato uno “storico” accordo di pace a Doha, in Qatar. Tuttavia, tale intesa non ha portato ancora la stabilità nel Paese, sconvolto dalle violenze e fortemente diviso. Nonostante ciò, Washington rimane impegnata a ritirare buona parte delle truppe dall’Afghanistan, entro 14 mesi dall’accordo di Doha. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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