Tunisia: a rischio la fiducia nella coalizione di governo

Pubblicato il 6 luglio 2020 alle 15:13 in Africa Tunisia

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Il partito tunisino, Ennahda, che si autodefinisce islamico-moderato e detiene attualmente la maggioranza dei seggi in Parlamento, ha affermato che rivaluterà il suo sostegno al governo di coalizione, presieduto dal primo ministro Elyes Fakhfakh. Questultimo si trova coinvolto, al momento, in uno scandalo per conflitto di interessi e la posizione di Ennahda rispetto alla vicenda è fondamentale per la tenuta del nuovo esecutivo.

“Il sospetto di un conflitto di interessi da parte del primo ministro ha danneggiato l’immagine della coalizione di governo e richiede una rivalutazione della posizione del partito su questo esecutivo”, ha dichiarato Ennahdha in una nota, domenica 5 luglio. Il partito non ha fornito dettagli precisi su quali azioni potrebbe intraprendere, ma alcune fonti interne hanno rivelato che la dirigenza starebbe prendendo in considerazione, tra le altre opzioni, il ritiro dei suoi 7 ministri dalla coalizione di governo, una mossa che darebbe origine a una nuova profonda crisi.

Riguardo alle accuse di corruzione, Fakhfakh si è immediatamente dichiarato innocente ma ha promesso di dimettersi qualora gli investigatori dovessero trovare prove che confermino leffettiva violazione delle norme statali. Il Ministero dellanticorruzione ha formato, il 30 giugno, un comitato di controllo pubblico con il compito di esaminare la questione e riferire entro tre settimane. La discussione ha preso piede nel Paese quando un membro indipendente del Parlamento ha pubblicato, a fine giugno, una serie di documenti da cui emerge che alcune società, di cui il primo ministro possiede quote e titoli azionari, avrebbero vinto appalti statali per un valore di circa 15 milioni di dollari. In sua difesa, Fakhfakh ha dichiarato di aver venduto le azioni delle società, ma, allo stesso tempo, ha detto di essere pronto ad affrontare la giustizia in caso di colpevolezza. La coalizione di governo è già da tempo scossa da controversie interne tra i suoi membri, che sostengono ideologie politiche opposte e possiedono opinioni divergenti su questioni chiave, come quella della riforma economica.

Il nuovo governo tunisino, guidato da Fakhfakh, ha ottenuto la fiducia del Parlamento il 26 febbraio. I voti favorevoli sono stati 129 su 217. La squadra di governo è composta da 30 ministri e 2 sottosegretari. Diverse le sfide da affrontare a livello economico, dopo anni di crescita lenta, disoccupazione persistente, deficit pubblico elevato, debito in aumento, inflazione e servizi pubblici in deterioramento. Per affrontare tale situazione, è richiesta una notevole spesa pubblica e riforme politiche sensibili ai sussidi energetici e alle aziende pubbliche.

Il voto del 26 febbraio è arrivato dopo che il Parlamento tunisino, il 10 gennaio, aveva rifiutato di assegnare la fiducia al governo proposto da Habib Jemli, il candidato primo ministro presentato da Ennahda. Il premier designato dal partito islamico non era riuscito a ottenere i voti favorevoli della maggioranza dell’Assemblea, fermandosi a 72 contro i 130 necessari. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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