Sudan: licenziati due alti ufficiali della polizia

Pubblicato il 6 luglio 2020 alle 20:43 in Africa Sudan

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

In Sudan, il governo di transizione ha annunciato il licenziamento del capo della polizia e del suo vice, dopo lesplosione di recenti proteste per chiedere la rimozione di tutti i funzionari collegati allex presidente Omar al-Bashir. Adel Mohamed Bashaer, direttore generale delle forze di polizia del Sudan, è stato “sollevato dai suoi doveri” e sostituito con Ezz Eldin Sheikh Ali, ha dichiarato il primo ministro, Abdalla Hamdok, su Twitter, domenica 5 luglio. Più tardi, anche Othman Mohamed Younes, vice di Bashaer, è stato estromesso dal suo ruolo e sostituito da un altro ufficiale. Il governo, tuttavia, non ha fornito ulteriori dettagli in merito alla decisione.

Durante le manifestazioni, iniziate una settimana fa, almeno una persona è stata uccisa e molte altre sono rimaste ferite. Decine di migliaia di sudanesi sono scesi in strada in diverse parti del Paese, chiedendo riforme più incisive e un ruolo maggiore per i civili nella transizione verso la democrazia. I manifestanti e i gruppi democratici collegano i due poliziotti licenziati all’amministrazione del vecchio presidente al-Bashir, rimosso dal potere nell’aprile 2019 dopo mesi di intense proteste antigovernative.

Le manifestazioni contro il vecchio regime erano iniziate il 19 dicembre 2018 e in pochi mesi avevano portato al rovesciamento di al-Bashir, l’11 aprile 2019, grazie all’intervento delle forze armate. A seguito di tale evento, l’esercito del Paese aveva dichiarato l’instaurazione di un governo militare di transizione, con a capo il generale Abdel-Fattah Al-Burhan. I manifestanti, tuttavia, continuavano a scendere nelle strade della capitale per protestare e chiedere che fosse lasciato il posto ad un esecutivo civile. L’accordo di pace tra civili e militari è stato firmato il 17 luglio 2019 e, in base a quanto stabilito nel trattato, il nuovo governo, a composizione mista, avrebbe dovuto guidare la transizione pacifica verso la democrazia mettendo fine ai conflitti in corso e cercando di soddisfare le richieste dei cittadini, desiderosi di una svolta politica dopo anni di governo autoritario.

Il nuovo primo ministro del Sudan, Abdalla Hamdok, ha prestato giuramento, il 21 agosto 2019, come leader del governo di transizione, promettendo di riportare la stabilità a livello nazionale, risolvere la crisi economica e garantire una pace duratura. Il capo del deposto Consiglio militare, Abdel Fattah al-Burhan, ha invece assunto il ruolo di presidente del Consiglio Sovrano, l’organo che gestirà il Paese per 3 anni e 3 mesi fino a nuove elezioni. Tale organismo è composto da 10 membri, 5 nominati dai militari e 5 dai civili, più 1 che viene designato di comune accordo tra le parti.

Il 14 dicembre, l’ex presidente del Sudan, al-Bashir, è stato condannato a 2 anni di detenzione per irregolarità finanziarie e corruzione, nel primo dei numerosi processi che l’uomo è chiamato ad affrontare.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.