Ministro della Difesa italiano atteso in Turchia per discutere di Libia

Pubblicato il 6 luglio 2020 alle 18:47 in Italia Libia Turchia

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Il ministro della Difesa italiano, Lorenzo Guerini, si recherà ad Ankara in visita ufficiale, il 7 luglio, per discutere i recenti sviluppi in Libia con la sua controparte turca, Hulusi Akar.  

La notizia è stata riferita dall’agenzia di stampa, Anadolu, il 6 luglio. L’incontro si terrà dopo che Akar sarà tornato dalla Libia, dove si è recato il 4 luglio, insieme al capo di Stato Maggiore turco, il generale turco Yasar Guler. Nel quadro del conflitto libico, sia la Turchia, sia l’Italia sostengono il Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli guidato dal primo ministro, Fayez al-Sarraj. 

La crescente influenza turca nel Paese è però osteggiata dal governo di Tobruk e dai suoi sostenitori, ossia Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Russia, Giordania e Francia. Al momento, il centro delle tensioni è rappresentato dalla città di Sirte, attualmente sotto il controllo dell’esercito di Tobruk. Da un lato, il GNA si è detto determinato a riconquistare Sirte e la base area di Al-Jufra, dall’altro l’Egitto e la Russia hanno indicato tali luoghi come una “linea rossa” da non superare. In particolare, il 24 giugno, Aguila Saleh, il capo del Parlamento di Tobruk, ha dichiarato che invocherà l’intervento militare egiziano nel caso in cui Sirte venisse attaccata, come già annunciato dal presidente dell’Egitto stesso, Abdel Fattah Al-Sisi, il 20 giugno scorso.

La situazione in Libia sta creando tensioni anche tra Francia e Turchia. Queste sono aumentate a seguito all’incidente dello scorso 10 giugno, quando una nave da guerra turca aveva impedito a una delle imbarcazioni della missione europea volta a far rispettare l’embargo sulle armi imposto in Libia, l’Operazione Irini, di ispezionare una nave cargo sospetta. Questa era stata intercettata a largo delle coste libiche. Parigi ha considerato la condotta turca un atto ostile, secondo le regole di ingaggio della NATO. Dall’altra parte, Ankara ha negato di aver causato problemi alla fregata francese. In merito a tale vicenda, lo scorso 18 giugno, il segretario generale della NATO, Jens Stoltenbergaveva annunciato che l’Alleanza avrebbe avviato le indagini necessarie a ricostruire quanto avvenuto. 

Dopo l’incidente, il 14 giugno, Parigi aveva altresì dichiarato di ritenere inaccettabile l’intervento della Turchia in Libia, accusando il rappresentante turco presso la NATO di aver violato l’embargo sulle armi imposto dalle Nazioni Unite. La Francia aveva inoltre rivelato che la Turchia ha inviato 7 navi da guerra a largo delle coste libiche e ha violato l’embargo sulle armi. In tale contesto, il 22 giugno, Macron aveva poi discusso del conflitto in Libia con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e aveva confermato che Parigi non tollererà ulteriormente l’intervento militare della Turchia in Libia, accusando Ankara di giocare ad “un gioco pericoloso” nel Paese nordafricano. 

La Libia che dispone delle maggiori riserve di greggio del continente africano è teatro di una lunga guerra civile iniziata il 15 febbraio 2011 a cui ha fatto seguito, nell’ottobre dello stesso anno, la caduta del regime dittatoriale di Muammar Gheddafi. Da tale evento in poi, il Paese non è mai riuscito a realizzare una transizione democratica. Al momento, nella guerra civile libica, si combattono il governo di Tripoli o GNA e il governo di Tobruk del LNA. Il primo è nato il 17 dicembre 2015 con gli accordi di Skhirat, firmati in Marocco e poi scaduti il 17 dicembre 2017.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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