La Francia non vieta Huawei ma ne sconsiglia l’uso

Pubblicato il 6 luglio 2020 alle 9:16 in Cina Francia

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Il capo dell’agenzia francese di sicurezza informatica ANSSI, Guillaume Poupard, ha comunicato che non ci sarà un divieto totale di utilizzare le attrezzature del colosso della tecnologia cinese Huawei nelle reti di telecomunicazione 5G della Francia, ma che, tuttavia, Parigi sta sollecitando le proprie aziende ad evitare di utilizzare i servizi della società di Pechino.

“Quello che posso dire è che non ci sarà un divieto totale”, ha riferito Poupard durante un’intervista rilasciata al giornale Les Echos. “Però, per gli operatori che attualmente non utilizzano Huawei, stiamo incoraggiando loro di non adottarlo”, ha aggiunto il capo di ANSSI.

La scelta della Francia arriva dopo l’esortazione, da parte del governo statunitense nei confronti dei propri alleati, ad escludere la società cinese dalle reti di comunicazione di prossima generazione dell’Occidente, sostenendo che Pechino potrebbe servirsene per attività di spionaggio. Da parte sua, Huawei ha negato tali accuse. Ciò nonostante, l’azienda cinese è stata inserita alla “lista delle entità” del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, il 16 maggio 2019, sulla base di problemi alla sicurezza nazionale, dopo che Washington ha accusato Huawei di aver violato le sanzioni statunitensi contro l’Iran e di poter spiare i propri clienti.

Alcune fonti hanno rivelato all’agenzia stampa Reuters che, già dallo scorso marzo, la Francia stava valutando di non chiudere completamente al colosso cinese, ma di cercare un modo per escluderlo dal nucleo della rete mobile, il quale comporta maggiori rischi di sorveglianza poiché elabora informazioni sensibili come i dati personali dei clienti.

Nello specifico, la decisione di Parigi sulle apparecchiature di Huawei è fondamentale per due dei quattro operatori di telecomunicazioni del Paese, Bouygues Telecom e SFR, in quanto circa la metà della loro attuale rete mobile si serve della compagnia cinese.

“Per coloro che stanno già utilizzando Huawei stiamo rilasciando autorizzazioni per durate che variano tra i tre e gli otto anni”, ha reso noto Poupard nell’intervista. Invece, per quanto riguarda l’azienda Orange, controllata dallo Stato francese, quest’ultima ha già scelto i rivali europei di Huawei, ovvero Nokia ed Ericsson.

Il capo di ANSSI ha inoltre affermato che, dalla prossima settimana, gli operatori i quali non hanno ricevuto un’autorizzazione esplicita all’utilizzo di apparecchiature Huawei per la rete 5G possono considerare una mancata risposta dopo la scadenza legale come un rifiuto delle proprie richieste. A tal proposito, Poupard ha specificato che la scelta è stata presa per proteggere l’indipendenza francese, e non come un atto di ostilità verso la Cina. “Questo non è un attacco a  Huawei o razzismo anti-cinese”, ha evidenziato il capo di ANSSI. “Stiamo solo dicendo che il rischio non è lo stesso con i fornitori europei come con i non europei”, ha concluso Poupard.

La posizione della Francia nei confronti di Huawei è da inquadrare in uno scenario europeo di crescenti tensioni con il colosso delle telecomunicazioni cinese. A tale riguardo, il 4 luglio, il quotidiano inglese The Telegraph ha rivelato che il primo ministro inglese, Boris Johnson, potrebbe avviare la progressiva rimozione della tecnologia dell’azienda di Pechino dalle reti 5G del Regno Unito entro l’anno corrente. 

Lo scorso 28 gennaio, Johnson aveva permesso a Huawei un ruolo limitato nella rete 5G di Londra, vietando la fornitura di kit per le “parti sensibili” della rete, note come il nucleo, e consentendo solo il 35% di kit nella rete periferica, che comprende le antenne radio. Inoltre, la società cinese sarebbe rimasta esclusa dalle aree vicine alle basi militari e ai siti nucleari. Per giustificare tale decisione, il primo ministro inglese aveva sottolineato “l’importanza di Paesi simili che lavorano insieme per diversificare il mercato e rompere il dominio di un piccolo numero di aziende”.

Tuttavia, una nuova analisi del National Cyber Security Centre del Government Communications Headquarters (GCHQ), il quale ha riconsiderato le valutazioni fornite in precedenza in merito al fatto che i rischi posti dalle tecnologie del colosso cinese potessero essere gestiti in sicurezza, ha segnato un cambio di posizione del Regno Unito, i cui funzionari di governo starebbero elaborando proposte per interrompere entro sei mesi l’istallazione di nuove strumentazioni Huawei nella propria rete 5G e per accelerare la rimozione delle tecnologie già impiegate.

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Mariela Langone

di Redazione

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