La Cina inizia a smobilitare le truppe al confine con l’India

Pubblicato il 6 luglio 2020 alle 15:31 in Cina India

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La Repubblica Popolare Cinese (RPC) sta implementando gli accordi raggiunti durante gli incontri tra i capi militari indiani e cinesi del 30 giugno scorso per la smobilitazione delle truppe lungo la Linea di controllo effettivo (LAC), il confine de facto tra Cina e India nella regione himalayana. Questo è quanto emerso in risposta ad una domanda dell’agenzia di stampa inglese Reuters, durante la conferenza stampa giornaliera del Ministero degli Esteri cinese, del 6 luglio.

Un reporter di Reuters ha chiesto al portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, se potesse confermare che la RPC ha rimosso gli accampamenti militari e altre strutture dalla valle del Galwan, come riportato da molti media indiani. Zhao si è limitato a confermare che le parti stanno implementando il consenso raggiunto in precedenza e ha aggiunto che sono stati fatti progressi per allentare le tensioni al confine, specificando che la comunicazione attraverso il canale diplomatico e militare tra le parti sta progredendo positivamente.

Il 6 luglio, la stessa agenzia di stampa ha ricevuto conferma della smobilitazione cinese da parte di fonti interne al governo indiano, le quali hanno affermato di aver visto le forze armate cinesi smantellare le tende e le strutture nell’area della valle del Galwan che, il 15 giugno scorso, era stata teatro del più letale scontro tra le truppe di Pechino e Nuova Delhi negli ultimi decenni, nel quale sono morti 20 soldati indiani. Stando a Reuters, le truppe cinesi si sarebbero ritirate anche da altre due aree contese con l’India,  tra cui la regione di Gogra.

Lo scorso 30 giugno, il  generale indiano, Harinder Singh, e il maggiore cinese , Liu Lin, si erano incontrati per discutere del disimpegno militare e della riduzione delle tensioni lungo la LAC e, in tale occasione, la parte indiana aveva richiesto il ritiro delle truppe cinesi da varie postazioni e il ripristino dello status quo antecedente agli scontri nella Finger Area, ossia una zona pianeggiate dell’area Aksai Chin, nella regione di Gogra e nella valle del Galwan. Secondo la notizia riportata il 6 luglio, la RPC sembrerebbe essere venuta parzialmente incontro all’India che nel frattempo aveva adottato misure ostili a Pechino, denotando un progressivo avvicinamento verso gli Stati Uniti.

Secondo un’analisi del The Diplomat, la crescita dell’aggressività cinese lungo la LAC e, in particolare, nella valle del Galwan potrebbe essere spiegata alla luce di più fattori. Tra questi vi è il fatto che l’India ha di recente potenziato le proprie infrastrutture lungo la LAC e, in particolare, ha completato la strada Darbuk-Shyok-Daulat-Beg-Oldie, lunga 255 km e che raggiungerebbe la valle di Galwan dal territorio indiano. La prossimità dell’infrastruttura indiana alla suddetta valle potrebbe essere vista come una minaccia per Pechino, data la sua vicinanza proprio all’area di Aksai Chin, il cui controllo è stato ottenuto dalla RPC in seguito al conflitto sino-indiano del 1962. 

Le tensioni lungo la LAC si sono riaccese lo scorso 6 maggio, quando si erano verificati iniziali scontri fisici tra le rispettive truppe, a causa di reciproche accuse di penetrazione nel territorio dell’altro. Il 6 giugno successivo, si era tenuto un primo incontro tra i comandanti delle forze impegnate nell’area che sembrava aver ristabilito l’ordine, fino ai fatti del 15 giugno.  Lo scorso 22 giugno, i leader militari si erano incontrati nuovamente e avevano concordato di allentare le tensioni al confine, ma, contrariamente a quanto stabilito, le parti sembravano aver aumentato il rispettivo impegno militare nell’area.

L’india e la RPC si sono ripetutamente scambiate accuse di intrusione nei rispettivi territori lungo il confine condiviso, tuttavia casi di scontri armati tra le parti sono sempre stati rari e, quando si sono verificati, hanno confermato la superiorità cinese. Nel 1962 le dispute di frontiera provocarono una breve guerra tra le parti che iniziò il 10 ottobre di quell’anno e si concluse il successivo 21 novembre, con la vittoria di Pechino che sottrasse all’allora nemico parte del territorio himalayano noto come Aksai Chin. Al centro del conflitto vi era il controllo su tale area e sulla ex North East Frontier Agency, l’attuale Stato indiano dell’Arunachal Pradesh.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

 

 

 

di Redazione

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