Hong Kong: continuano le accuse tra Washington e Pechino

Pubblicato il 6 luglio 2020 alle 10:02 in Hong Kong USA e Canada

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Il giornale del Partito comunista cinese (Pcc), il Quotidiano del Popolo, ha pubblicato un articolo il 6 luglio in cui riafferma che la Repubblica Popolare Cinese (RPC) preverrà e conterrà risolutamente l’interferenza straniera nelle questioni interne relative ad Hong Kong, criticando nello specifico gli USA.

Nella stessa giornata, il console generale di Washington per Hong Kong e Macao, Hanscom Smith, ha definito una tragedia l’utilizzo da parte della RPC della nuova legge sulla sicurezza nazionale per eliminare le libertà fondamentali di Hong Kong e crearvi un’atmosfera di coercizione e auto-censura. Smith ha promesso che gli USA faranno tutto il possibile per sostenere l’apertura di Hong Kong che negli anni le ha garantito il successo di cui gode come polo finanziario e non solo.

Il Quotidiano del Popolo, invece, si è duramente scagliato contro il “Hong Kong Autonomy Act”, approvato lo scorso 2 luglio all’unanimità dal Congresso americano e con il quale sono state proposte sanzioni su entità e individui stranieri che hanno contribuito all’erosione dell’autonomia di Hong Kong. Secondo il Quotidiano del popolo, così facendo, gli USA avrebbero infranto la legge internazionale e i principi alla base delle relazioni tra Stati, interferendo negli affari interni della RPC. Tale mossa dimostrerebbe la preoccupazione delle forze anti-Cina negli USA, le quali non potranno continuare a minacciare la sovranità cinese e la sicurezza ad Hong Kong come fatto in passato, fomentando i leader delle proteste e nascondendosi dietro alle scuse dei diritti umani, della libertà e della democrazia. Secondo la testata, è chiaro che dietro ai disordini di Hong Kong ci siano stati alcuni politici americani le cui vere intenzioni sono quelle di creare un polo anti-Cina e una base di rivolta ad Hong Kong. Tuttavia, nonostante le sanzioni, il loro tentativo è stato sconfitto con l’approvazione della legge sulla sicurezza nazionale per Hong Kong.

Lo scorso 30 giugno, il Comitato permanente dell’Assemblea Nazionale del Popolo (ANP), l’organo che detiene il potere legislativo della Repubblica Popolare Cinese (RPC), ha approvato la “Legge della regione amministrativa speciale di Hong Kong della Repubblica Popolare Cinese per la salvaguardia della sicurezza nazionale”, entrata in vigore dalla mezzanotte del successivo primo luglio. Con tale legge sono stati proibiti movimenti secessionisti e sovversivi, interferenze straniere e atti di terrorismo, ed è stata istituita la Commissione di Salvaguardia della Sicurezza Nazionale che prevede l’impiego di forze dell’ordine rispondenti al governo centrale di Pechino.

Dalla sua applicazione, la legge ha portato alla prima accusa per incitamento alla secessione e al terrorismo il 3 luglio, quando è stato arrestato il 23enne Tong Ying-kit per aver colpito e ferito alcuni militari scagliandosi su di loro a bordo di una moto, esibendo un cartello con su scritto “Liberate Hong Kong, la rivoluzione della nostra epoca”, considerato sovversivo e separatista. Secondo molte fonti, inoltre, nella stessa giornata, i libri e i testi pro-democrazia sarebbero stati ritirati dalle librerie dalle autorità locali affinché fossero “rivisti” alla luce della nuova legge. Molti proprietari di negozi ed esercizi commerciali che avevano esposti nei propri esercizi opere d’arte o cartelli pro-democrazia hanno deciso di rimuoverli mossi dalla paura.

Hong Kong è stata teatro di proteste popolari dal  31 marzo 2019, quando gli abitanti dell’isola erano scesi in strada per la prima volta per manifestare contro una controversa proposta di legge che prevedeva l’estradizione verso la Cina continentale per i residenti di Hong Kong. Nonostante tale proposta fosse stata ritirata, le proteste si erano evolute in una generale rivendicazione contro le ingerenze del governo centrale di Pechino nelle questioni interne dell’isola, diventando sempre più violente e frequenti. 

Hong Kong è una regione amministrativa speciale della RPC dal primo luglio 1997, quando fu ceduta dal Regno Unito, del quale era stata una colonia dal 29 agosto 1842. Da allora, le sue relazioni con il governo centrale sono state regolate dal modello “un Paese-due sistemi”, volto a garantire un certo grado di indipendenza ad Hong Kong, che negli anni si era sviluppata su un modello economico, politico e sociale inglese e capitalista, molto distante dal modello del socialismo con caratteristiche cinesi, lanciato negli anni Ottanta da Deng Xiaoping.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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