Il coronavirus in Bahrein: +510 casi, forniti aiuti a oltre 37 Paesi

Pubblicato il 6 luglio 2020 alle 14:34 in Bahrein Medio Oriente

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Il Regno del Bahrein continua a registrare casi di contagio da Covid-19, che, in totale, ammontano a 29.367. Manama ha poi riferito di aver fornito assistenza a più di 37 Paesi in tutto il mondo.

Secondo quanto riportato dal Ministero della Salute bahreinita lunedì 6 luglio, il numero di casi positivi al coronavirus nel Paese ha subito un aumento pari a +510 nelle ultime 24 ore. Parallelamente, è aumentato altresì il numero di decessi, viste le ultime 2 vittime, tra cui un uomo di 92 anni. In totale, i decessi da Covid-19 in Bahrein, dallo scoppio della pandemia, ammontano a 98. La cifra relativa ai nuovi contagi include 284 espatriati e 3 pazienti che hanno contratto il virus a seguito di viaggi. Tali casi sono stati rilevati grazie ai 9.801 test condotti nella sola giornata del 5 luglio, ha poi specificato il Ministero, il quale ha altresì riferito che, nelle ultime 24 ore, 690 pazienti sono guariti, portando il numero totale delle guarigioni a quota 24.649. Tuttavia, 45 pazienti versano in condizioni critiche.

Sin dall’inizio della pandemia, il Bahrein è stato considerato un Paese ad elevato rischio contagio, in quanto si tratta del terzo Stato più densamente popolato al mondo, in cui 1.5 milioni di abitanti vive in un territorio le cui dimensioni equivalgono grossomodo a quelle di New York City. Nel corso della prima fase della diffusione del virus, la maggior parte dei contagi in Bahrein era collegata a cittadini e pellegrini di ritorno dall’Iran, Paese considerato focolaio della pandemia in Medio Oriente. Ciò ha spinto il Regno a consentire alla propria compagnia nazionale, la Gulf Air, di riattivare i voli tra i due Paesi per riportare a casa i propri connazionali.

In tale quadro, in occasione del simposio sul Diritto Umanitario Internazionale ai tempi del Covid-19, è stato rivelato che il Bahrein è stato il primo Paese del mondo arabo a fornire assistenza ad altri Paesi sin dallo scoppio della pandemia di coronavirus. In particolare, la Red Crescent Society ha offerto aiuti a più di 37 Paesi in diverse parti del mondo, con un aumento da 35 a 150 milioni. La classifica vede poi al secondo e terzo posto Kuwait e Arabia Saudita.

Parallelamente, secondo un articolo diffuso il 6 luglio da media locali, il Consiglio Supremo per la Salute ha confermato che il Bahrain continua a profondere sforzi per limitare la diffusione del virus,  rafforzando tutte le misure precauzionali e preventive già adottate per salvaguardare la salute e la sicurezza di tutti, e osservando le disposizioni ed i protocolli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Tali dichiarazioni sono giunte nel corso di un incontro con un’équipe medica italiana, durante il quale Manama e Roma hanno condiviso le esperienze e pratiche messe in atto per far fronte alla pandemia e si sono dette pronte a collaborare nel futuro prossimo.

A livello economico, secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale (FMI), il deficit fiscale del Bahrein salirà al 15,7% del prodotto interno lordo nel 2020, rispetto al 10,6% nel 2019. Tuttavia, il fabbisogno finanziario potrebbe non essere così rilevante se il Paese potesse ricevere maggiore assistenza, ma i suoi vicini, diversamente dal passato, potrebbero non essere in grado di fornire aiuto nell’immediato. Questo accade anche perché il Regno non dispone delle medesime risorse petrolifere e finanziarie degli altri Paesi della regione e le proprie risorse statali sono considerate tra le più deboli.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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