Cina: allerta sanitaria per un nuovo caso di peste bubbonica

Pubblicato il 6 luglio 2020 alle 11:23 in Asia Cina

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Le autorità cinesi della regione settentrionale della Mongolia Interna hanno dichiarato l’allerta sanitaria, dopo che un ospedale ha riportato un nuovo caso di peste bubbonica, una delle malattie più mortali della storia.

Il Comitato Sanitario della città di Bayan Nur ha emesso un’allerta di terzo livello, il 5 luglio. Il livello più basso di allerta è il quarto. La misura è finalizzata a vietare la caccia e il consumo di animali che potrebbero trasportare la malattia e richiede ai cittadini di segnalare eventuali casi sospetti di peste o febbre senza cause chiare. Almeno 4 persone sono state infettate dalla peste nella Mongolia Interna, lo scorso novembre, e 2 di queste avevano contratto un tipo di peste che colpisce i polmoni, una variante più pericolosa della malattia. Successivamente, 2 casi sono stati diagnosticati nella capitale cinese, Pechino.

La peste bubbonica, conosciuta come la “Morte Nera” nel Medioevo, proviene dal batterio yersinia pestis, ed è una malattia altamente infettiva e spesso fatale diffusa principalmente dai roditori attraverso le pulci. Ha ucciso tra 75 e 200 milioni di persone nel quattordicesimo secolo, e almeno 30-50 milioni dall’anno 541 al 549. Secondo l’OMS, la peste polmonare è estremamente contagiosa e “può scatenare gravi epidemie attraverso il contatto da persona a persona che si diffonde nell’aria”. I sintomi includono febbre, brividi, vomito e nausea. La peste ha un altissimo tasso di mortalità, pari al 90% delle persone infettate, se non trattate. La terapia prevede principalmente l’utilizzo di diversi tipi di antibiotici.

I casi di peste non sono rari in Cina, ma i focolai sono diventati sempre più rari. Dal 2009 al 2018, la Cina ha riportato 26 infezioni e 11 decessi. Nel 2014, un uomo è morto a causa della pestilenza nella provincia Nord-occidentale del Gansu, provocando la quarantena di 151 persone. Alle 30.000 persone che vivevano a Yumen, la città dove morì l’uomo, fu anche impedito di lasciare la città, tramite l’organizzazione di posti di blocco lungo il perimetro della città. Nel 2009, un focolaio ha causato la morte di diverse persone nella città di Ziketan, nella provincia del Qinghai, sull’altopiano tibetano. Tuttavia, la Cina ha notevolmente migliorato la gestione delle malattie infettive dallo scoppio del 2003 della sindrome respiratoria acuta grave, o SARS, e dall’ultima pandemia di coronavirus, che è stata segnalata per la prima volta a Wuhan a dicembre del 2019. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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