Attacchi multipli dei talebani lungo una strada nel Nord dell’Afghanistan

Pubblicato il 6 luglio 2020 alle 15:17 in Afghanistan Asia

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Il 6 luglio, i talebani hanno effettuato una serie di attacchi presso l’autostrada tra la città di Baghlan e Balkh, un’arteria chiave che collega Kabul con le province settentrionali e Nord-orientali. 

Gli attacchi sono ancora in corso e si sono concentrati nell’area di Chashma-e-Shir e alla periferia della città di Pul-e-Khumri, nel centro di Baghlan. A causa degli scontri, l’autostrada è stata chiusa al traffico. Nella mattinata del 6 luglio, i talebani hanno installato un checkpoint lungo l’arteria stradale che porta da Baghlan a Balkh e hanno iniziato a “estorcere denaro ai passanti”, secondo quanto affermano fonti locali. Centinaia di veicoli sono rimasti bloccati su entrambi i lati dell’autostrada. 

Il comandante di un’unità autostradale, Abdul Ghani Mahmoudi, ha dichiarato che i talebani hanno chiuso l’autostrada dopo aver lanciato l’assalto. I militanti si sono nascosti nelle case dei civili e le forze armate hanno chiesto i rinforzi per respingerli. Al momento, i talebani non hanno commentato l’attacco. Si tratta dell’ennesima violenza, in un momento di estrema tensione nel Paese. Un gruppo di uomini armati ha attaccato un posto di blocco nella provincia di Kabul, la notte tra il 5 e il 6 luglio, alla vigilia di un incontro con 19 Paesi per discutere del processo di pace. 

L’assalto ha luogo nella zona Pul-e-Sofiyan, del distretto di Shakar Dara, di Kabul. Secondo quanto ha riferito l’esercito afghano due “ribelli talebani” hanno attaccato un checkpoint da varie direzioni e sono stati respinti dalle forze di sicurezza. “Uno di questi è stato ucciso e un altro è stato catturato”, ha riferito l’esercito. “I talebani hanno attaccato ma sono stati respinti”, ha aggiunto la dichiarazione. Le forze armate hanno anche sequestrato alcuni missili agli aggressori. Da parte loro, i talebani non hanno ancora commentato l’attacco. L’ultima violenza arriva alla vigilia di un evento internazionale, a cui parteciperanno i rappresentanti di 19 Paesi e organizzazioni internazionali. Si tratta di un incontro virtuale organizzato dal Palazzo Presidenziale per discutere del processo di pace afghano. I principali Stati che prenderanno parte sono: Stati Uniti, Russia, Cina, Pakistan, India, Iran, Arabia Saudita e Qatar. 

L’Afghanistan è caratterizzato da un clima di instabilità da decenni. I talebani si sono affermati come gruppo dominante in seguito al crollo del regime sovietico, per poi porsi alla guida di gran parte del Paese dal 1996, dopo la fine di una sanguinosa guerra civile tra gruppi militanti locali. Le truppe statunitensi, nel 2001, si sono installate nel Paese, con l’obiettivo di ribaltare le autorità di Kabul, allora sostenute dai talebani, che avevano fornito asilo ad al-Qaeda, durante la pianificazione degli attentati dell’11 settembre 2001. Con l’invasione di Washington e l’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Il 29 febbraio 2020, gli Stati Uniti e i talebani hanno firmato uno “storico” accordo di pace a Doha, in Qatar. Tuttavia, tale intesa non ha portato ancora la stabilità nel Paese, sconvolto dalle violenze e fortemente diviso. Nonostante ciò, Washington rimane impegnata a ritirare buona parte delle truppe dall’Afghanistan, entro 14 mesi dall’accordo di Doha. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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