Argentina: assassinato l’ex segretario e grande accusatore di Cristina Kirchner

Pubblicato il 6 luglio 2020 alle 7:57 in America Latina Argentina

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Fabián Gutiérrez, ex segretario della ex presidente e attuale vicepresidente argentina Cristina Fernández de Kirchner, nonché testimone chiave nei processi a carico della leader peronista, è stato assassinato in Patagonia.

Gutiérrez è stato il segretario personale di Cristina Fernández de Kirchner per più di due anni. Arrestato per corruzione nel 2017, l’anno successivo si dichiarò “pentito”, e svelò alla magistratura la trama dello scandalo che poi prese il nome di “quaderni della corruzione”, accusò la ex presidente e parlò di “molte borse” presumibilmente piene di denaro. Giovedì 2 luglio era scomparso e sabato 4 il suo corpo è stato trovato nella città di El Calafate, in Patagonia, dove viveva. La polizia ha arrestato diversi giovani, almeno uno dei quali ha confessato l’omicidio e ha svelato dove era stato nascosto il corpo. Al vaglio degli inquirenti sono diverse ipotesi, ma si pensa ad un tentativo di estorsione finito con l’omicidio.

Gutiérrez, allora giovane militante peronista, prese parte alla campagna elettorale che ha portato Néstor Kirchner alla presidenza nel 2003. Come presidente, Kirchner gli ha affidato l’incarico di segretario di sua moglie, la first lady e la senatrice Cristina Fernández de Kirchner. Ha lasciato l’incarico nel 2005, per via di incomprensioni personali, ma tornò a lavorare con lei non appena fu eletta presidente, nel 2007. Negli anni seguenti ha accumulato una notevole fortuna: ha creato la Patagonia Gourmet company, ha ottenuto un franchising per il marchio Havanna, tra le principali industrie dolciarie del Paese, ha aperto un negozio di auto di lusso a Río Gallegos, in Patagonia, ha investito in varie attività e costruito uno chalet di 800 metri quadrati, completamente automatizzato e con una piscina coperta, molto vicino a quello di cui è proprietaria Cristina Fernández de Kirchner a El Calafate.

Nel 2017, è stato arrestato, con l’accusa di riciclaggio di denaro delle presunte commissioni illegali percepite dai Kirchner, secondo i sospetti del giudice Claudio Bonadio. Pochi mesi dopo, Gutiérrez si disse disposto a testimoniare contro l’ex presidente. Disse al giudice Bonadio che borse e zaini pieni che arrivavano alla Casa Rosada di notte erano pieni di soldi, sebbene non avesse mai visto il contante. C’erano anche borse chiuse con lucchetti, secondo la sua testimonianza, sui voli che la coppia presidenziale faceva in Patagonia ogni fine settimana. Gutiérrez ha anche parlato di “una stanza con una porta bianca” nello chalet Kirchner a El Calafate, dove a suo avviso venivano conservati i soldi.

Gutiérrez, 46 anni, era stato visto l’ultima volta la sera di mercoledì 1° luglio. Giovedì sua madre è andata a casa sua e l’ha trovata vuota. Il giudice che sta indagando sul caso ritiene che l’ex segretario di Cristina Fernández sia stato assassinato a casa sua e che il suo corpo sia stato trasferito poco dopo in un furgone in una casa nelle vicinanze del vecchio aeroporto, di proprietà di uno dei detenuti. “Questo è un omicidio”, ha detto il giudice, Carlos Navarte, che per il momento ha preferito non parlare del caso, anche se ha indicato “motivi personali”. “Potrebbero esserci più arresti” – ha aggiunto.

La famiglia di Gutiérrez parla di “un omicidio per soldi” e ha chiesto alla stampa di non coinvolgere Cristina Kirchner, mentre il presidente Alberto Fernández ha affermato che “i dubbi seminati dall’opposizione”, che cerca di collegare la vicepresidente all’omicidio sono “una canagliata”. 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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