Nuova base militare aerea degli Stati Uniti in Siria

Pubblicato il 5 luglio 2020 alle 6:02 in Siria USA e Canada

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L’esercito degli Stati Uniti ha stabilito una nuova base militare aerea nel Nord-Est della Siria, presso la città di Al-Hasakah, secondo quanto riferito dal quotidiano Almasdar News. 

Secondo fonti locali, provenienti dalla campagna di Al-Hasakah, l’esercito degli Stati Uniti ha istituito un nuovo aeroporto per rafforzare la sua presenza nel Nord-Est della Siria. La base area dovrebbe trovarsi in un’area tra il villaggio di Umm Kahif e Tel Alo, che si trova 8 km a Sud di Al-Yaroubiyah. Le fonti hanno riferito che le attrezzature militari e logistiche sono state portate nella nuova installazione, che include barriere e caserme di cemento per ospitare le forze armate statunitensi. 

Inoltre, un convoglio militare statunitense, composto da 10 camion carichi di attrezzature militari e logistiche, accompagnato da 8 veicoli militari, ha viaggiato fino alla base di Tel Baidar, nella regione settentrionale di Hasaka. Secondo fonti locali il convoglio era proveniente da Qamishli e aveva la missione di rafforzare e aumentare le fortificazioni all’interno della base. Tale sviluppo si inserisce nel contesto del perdurante conflitto in Siria, che è scoppiato il 15 marzo 2011. Questo vede, da un lato, l’esercito del regime siriano coadiuvato da Mosca, mentre, sul fronte opposto, vi sono i ribelli, i quali ricevono il sostegno della Turchia. Il cessate il fuoco del 5 marzo è stato accolto con scetticismo dai residenti del Nord-Ovest della Siria, che hanno visto innumerevoli iniziative naufragare negli ultimi anni, e temono che presto assisteranno a nuove offensive.

Come messo in luce anche dalle Nazioni Unite, in Siria sono quasi 11 milioni le persone che richiedono assistenza e protezione, mentre più di 9.3 milioni non dispongono di quantità di cibo sufficienti a soddisfare il proprio fabbisogno. Inoltre, sarebbero altresì necessari 6,04 miliardi di dollari per sostenere i circa 6.6 milioni di siriani fuggiti dal Paese, nel quadro di quella che è stata definita una delle peggiori crisi di rifugiati a livello internazionale. In tale contesto l’Unione europea si è impegnata a fornire 2,3 miliardi di euro di aiuti umanitari nel periodo 2020-2021, come specificato dall’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell.

Tuttavia, proprio quest’ultimo ha evidenziato che la situazione in Siria è tuttora grave, e, pertanto, le parti impegnate nel conflitto sono state esortate a rispettare la tregua raggiunta il 5 marzo scorso da Russia e Turchia. Borrell ha poi sottolineato che bisognerebbe cogliere l’opportunità per giungere a una soluzione politica e tutte le parti coinvolte dovrebbero costringere il regime siriano a impegnarsi in negoziati e a porre fine alla “repressione politica”. A detta dell’Alto rappresentante, inoltre, la stabilità della Siria è rilevante per l’Europa, e, pertanto, questa si impegnerà a sostenere la popolazione siriana e i Paesi vicini che ospitano rifugiati e richiedenti asilo.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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