Filippine: nuova controversa legge contro il terrorismo

Pubblicato il 5 luglio 2020 alle 7:01 in Asia Filippine

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Il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, ha firmato una nuova legge antiterrorismo ampiamente criticata dalle associazioni per la tutela dei diritti umani. 

Il portavoce della presidenza, Harry Roque, Duterte ha firmato la normativa, il 3 luglio, dopo aver considerato le preoccupazioni di diversi gruppi, dimostrando l’impegno del governo a reprimere il terrorismo. I critici affermano che metteranno in discussione la costituzionalità della legge presso la Corte Suprema. Questa garantisce alle forze di sicurezza ampi poteri per contrastare i singoli combattenti e i gruppi armati. Tuttavia, gli esperti legali affermano che alcuni articoli sono discriminatori e normalizzano le violazioni della privacy e la repressione del dissenso pacifico, anche sui social media. 

L’approvazione di Duterte arriva dopo la pubblicazione di un rapporto delle Nazioni Unite sulle Filippine che evidenzia come il presidente incoraggi pubblicamente alla violenza, soprattutto per quanto riguarda la cosiddetta guerra al terrorismo in cui ha promesso di eliminare 100.000 terroristi e assolvere la polizia che uccide i sospetti. A tale proposito, il 17 aprile, un generale filippino, Cirilito Sobejana, aveva accusato i militanti del gruppo di Abu Sayyafaffiliato all’ISIS, di aver compiuto un attentato su un’isola del Sud delle Filippine che aveva causato la morte di 11 militari e il ferimento di altri 14. 

L’attacco del 17 aprile era da inserirsi nel clima di rinnovate tensioni nella regione meridionale delle Filippine, le quali hanno portato il presidente di Manila, Rodrigo Duterte, a promettere ai suoi cittadini di spazzare via Abu Sayyaf e di intensificare le operazioni militari contro le roccaforti dell’organizzazione nel Paese. In linea con ciò, il 22 novembre 2019, l’esercito di Manila aveva ucciso un comandante di “alto rango” di Abu SayyafTalha Jumsah, ritenuto essere un personaggio chiave nel rapporto tra lo Stato Islamico e i combattenti locali.

Poco dopo, il 24 novembre 2019, l’esercito aveva ucciso 5 combattenti, tra cui 2 comandanti, uno dei quali era stato accusato di rapimenti in passato. Data l’escalation delle tensioni nel Sud delle Filippine, sono in crescita i timori delle autorità in merito alla profondità dell’influenza dello Stato Islamico nella regione, i cui abitanti sono principalmente di fede musulmana. In linea con ciò, l’ISIS aveva rivendicato la responsabilità dell’attentato avvenuto in un mercato pubblico della provincia di Sultan Kudarat, lo scorso 7 novembre, che aveva ferito 8 persone. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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