Afghanistan: 4.000 soldati statunitensi rimarranno nel Paese

Pubblicato il 5 luglio 2020 alle 7:15 in Afghanistan USA e Canada

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Poco più di 4.000 truppe degli Stati Uniti rimarranno in Afghanistan, dopo novembre 2020, ritardando il completo ritiro statunitense fino a dopo le elezioni presidenziali. 

Secondo quanto riferito dal Los Angeles Times, che cita funzionari statunitensi anonimi. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha spinto per un completo ritiro delle 8.600 truppe stanziate in Afghanistan prima delle elezioni. Tuttavia, ci sono sostenitori a Washington per una presenza sostenuta di truppe statunitensi nel Paese. Liz Cheney, membro del Congresso presso la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, ha affermato che il ritiro delle truppe degli USA dall’Afghanistan non dovrebbe influire sulla lotta al terrorismo in tale regione. “Dobbiamo assicurarci che non stiamo creando un rifugio sicuro per i terroristi, dobbiamo sapere di essere in grado di continuare l’attività antiterrorismo. Al Qaeda, ISIS, il numero di quegli stessi gruppi terroristici continua a crescere in Afghanistan”, ha dichiarato la deputata Cheney.

Gli esperti militari afgani, da parte loro, hanno affermato che il ritiro delle truppe statunitensi dal Paese prima di un accordo di pace intra-afghano sarebbe pericoloso. “Una tale mossa creerà gravi problemi per gli Stati Uniti, potrebbero attaccare il loro territorio nazionale”, ha dichiarato Mirza Mohammad Yarmand, ex vice ministro dell’Interno per gli Affari di Sicurezza. L’accordo USA-talebani, firmato il 29 febbraio, prevede il completo ritiro delle forze armate statunitensi dall’Afghanistan entro maggio del 2021, se i talebani soddisferanno le condizioni dell’accordo. Gli Stati Uniti erano, inoltre, tenuti a ridurre il numero dei soldati a 8.600 entro 135 giorni dalla firma dell’accordo.

A tale proposito, un rapporto delle Nazioni Unite pubblicato il 29 maggio aveva reso noto che i talebani non stavano rispettando una delle parti fondamentali dell’accordo, che prevedeva proprio la fine dei legami con al-Qaeda. Secondo le UN, Al-Qaeda dispone di un numero di agenti attivi che va da 400 a 600 individui in 12 province afghane e sta organizzando campi di addestramento nell’Est del Paese. “I talebani si sono consultati regolarmente con al-Qaeda durante i negoziati con gli Stati Uniti e hanno offerto garanzie che avrebbe onorato i loro legami storici”, afferma il rapporto. Inoltre, secondo il documento, un nuovo gruppo, chiamato Hizb-e-Wilayat-e-Islami, è stato creato al di fuori dell’Afghanistan e comprende i membri dei talebani che si oppongono all’accordo di pace tra Stati Uniti e talebani. 

I talebani si erano affermati come gruppo dominante in Afghanistan a seguito del crollo del regime sovietico, per poi porsi alla guida di gran parte del Paese dal 1996, dopo la fine di una sanguinosa guerra civile tra gruppi militanti locali. Le truppe statunitensi, nel 2001, sono poi giunte Paese, con l’obiettivo di ribaltare le autorità di Kabul, allora sostenute dai talebani, che avevano fornito asilo ad al-Qaeda durante la pianificazione degli attentati dell’11 settembre 2001. Con l’invasione di Washington e l’intervento della NATO nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per destabilizzare il Paese. Il 29 febbraio 2020, gli Stati Uniti e i talebani hanno firmato uno “storico” accordo di pace a Doha, in Qatar. Tuttavia, tale intesa non ha portato ancora la stabilità nel Paese, sconvolto dalle violenze e fortemente diviso. Nonostante ciò, Washington rimane impegnata a ritirare buona parte delle truppe dall’Afghanistan, entro 14 mesi dall’accordo di Doha. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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